fare. o non fare. non c'è provare.
sabato, gennaio 26, 2008
KYRIE ELEISONio in questi giorni ho pensato fortissimo che stavo per morirenon è una cosa che mi capita spesso, eh, ma è capitata già due volte, in passato. una volta ho letto un libro di piero angela e dopo mi è venuta la convinzione che durante il sonno un'apnea notturna mi avrebbe ucciso. andare a dormire sapendo che appena ti addormenterai morirai può diventare una pratica scocciante. io non dormii per una settimana, poi, come sempre, la stanchezza vinse il terrore e riacquistai l'uso della ragione, e capii che in fondo non bisogna leggere i libri di piero angela. un'altra volta bevvi alcuni negroni a stomaco vuoto e, una volta tornato a casa, mi convinsi che quel naturale senso di pesantezza alla bocca dello stomaco non era altro che un tumore fulminante che mi stava dilaniando le interiora e mi avrebbe finito prima dell'alba. mi convinsi che sarei morto nottetempo, ed essendo abbastanza antipatico essere trovato morto in mutande, mi vestii carino così, nel caso, almeno avrei fatto una gran bella figura da cadavere. dico davvero. l'altro giorno, preparandomi una spremuta d'arancia (ho delle bizzarre abitudini io: fumo ma mi preparo le spremute d'arancia) mi sono tagliato. poi mi sono tagliato un'altra volta sminuzzando della mozzarella di bufala in scadenza. poi è successo che mi è venuta un po' di influenza, che in fondo può succedere d'inverno se dimentichi le finestre aperte andando a letto. invece ho cominciato a pensare di avere l'aids, chè le mie difese immunitarie erano così basse che mi tagliavo al minimo contatto con coltelli affilati che mi lasciavano questi segni sulla pelle come quelli di tomenx in filaderfia anche se lui ce l'aveva in faccia e non erano tagli, ma avevo pure la febbre, beh, non ci potevano essere più dubbi. a conferma di tutto ciò ho saputo, nel bel mezzo della mia agonia pre mortem, che un tale che ho conosciuto l'anno scorso, è morto dopo quattro giorni di influenza, e io ho pensato che ero già al secondo giorno e avevo ancora un sacco di raffaello e di mozzarella in frigo e delle frappe, allora ho invitato una squinzia a cena così tutta qellla roba non andava sprecata. che però non ha toccato le frappe, nè i raffaello. ecco, io volevo solo dire che erano bei tempi, quando l'influenza mi faceva scrivere altre cose |