giovedì, marzo 08, 2007

GENTE A CUI HO SPACCATO LA FACCIA

nonostante il mio idolo sia un tale che spacca il naso a gente più o meno indifesa io ho spaccato la faccia a pochissima gente. tutta gente a cui voglio bene, tra l'altro. e viceversa, a parte quella volta che una guardia infame zozza mi ha massacrato di botte a una manifestazione per qualche motivo a me ignoto per un minutaggio talmente lungo che sarebbe condannato con sdegno anche negli incontri di boxe clandestina nei peggiori bassifondi di saigon.
nel mio passato violento e vissuto per strada va ricordata quella volta che spaccai la faccia a mio papà alla tenera età di anni otto.
eh sì, nemmeno ceausescu, di canio e la russa messi insieme potrebbero vantare un risultato simile, eppure io, che all'epoca ero un vero violento pieno di rabbia e veleno, l'ho fatto. e mio papà ancora ne porta i segni.
si era in quel di brindisi, in attesa di un pidocchioso traghetto che ci avrebbe portato in un paese che fa rima con tua zia, dove la gente è rissosa, fuma e bestemmia, tende ad uccidere pontefici amici intimi di dittatori cileni, adora la figura di teomondo scrofalo, e dispone di cessi molto cheap ma poco user friendly.
io come al mio solito volevo fare il fico e andare in giro da solo, perchè ero grande.
come al solito mi ero perso dopo tre secondi, e come al solito mi stavo cagando sotto perchè non trovavo più il papà e la mamma, che ovviamente erano a dieci metri di distanza e mi guardavano e forse mi prendevano un po' per il culo, essendo io stupido più della media.
e la media, leggendo i vostri commenti, devo dire che è bassa.
e siccome ero stupido, a capire che invece no, non mi ero perso ma mi ero solo girato, ci ho messo moltissimo tempo, e ogni secondo che passava io mi cagavo sotto sempre di più.
poi, per puro caso, mi giro e vedo la rassicurante figura di senior che mi guarda e ride, e conscio che quella visione mi eviterà la terribile morte di cui ero certissimo, corro verso di lui per festeggiare l'evento.
corro con tutta la forza che ho e quando lo raggiungo spicco un salto per abbracciarlo in sospensione, solo che a causa della trance agonistica l'abbraccio produce un impatto tra la mia inutile scatola cranica e un paterno incisivo superiore.
che ancora oggi giace sulla banchina del porto di brindisi.
fu così che spaccai la faccia a mio padre. da allora la gente mi chiama rispettosamente mohammed ti spacco il culo bruce lee.
postato da junior alle 20:05 | link | commenti (17)