martedì, gennaio 30, 2007

ONE LOVE




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sabato, gennaio 27, 2007

CINQUE STRONZI



cinque stronzi che per motivi diversi si incrociano, separatamente, durante la loro infanzia
cinque stronzi che, all'inizio dell'adolescenza, si trovano insieme
cinque stronzi che, in quell'adolescenza, si compattano in un blocco monolitico
cinque stronzi che, per più di dieci anni, crescono insieme e diventano uomini
cinque stronzi che, per quindici motivi diversi, da uomini si separano
cinque stronzi che, per anni, vivono l'uno lontano dall'altro
cinque stronzi che, per trenta motivi inspiegabili, da grandi si riavvicinano l'uno con l'altro
cinque stronzi che, separatamente, ricuciono strappi e ritornano indietro
cinque stronzi che, tornando indietro, vanno avanti senza saperlo
cinque stronzi che, per caso, si ritrovano in cinque nella stessa stanza
cinque stronzi che. come cinque stupidi, si emozionano come cinque bambini
cinque stronzi che, per quello che sono e per quello che sono stati, non saranno mai più come prima
cinque stronzi che, per tanto tempo, sono stati troppo vicini
cinque stronzi che, per tanto tempo, sono stati troppo lontani

postato da junior alle 19:04 | link | commenti (21)
giovedì, gennaio 25, 2007

GUIDA AI LOCALI DI ROMA: IL GRAMO

ancora scosso dalla recente esperienda milanese, stasera sono andato a cena in un posto molto trendy e minimal al centro di roma. si mangiava una merda, costava tantissimo e l'amaro era vergognosamente annacquato, ma in compenso alle ragazze piaceva l'ambiente raffinato.
salutata la compagnia, a fine cena, io e il socio, disgustati e un po' demotivati, siamo tornati verso casa e ci siamo fermati a bere un po' di amaro non annacquato dal gramo. che per due euro e mezzo ti versa un bicchierone pieno zeppo di amaro, senza cioccolata.

IL GRAMO (il nome ce l'ho dato io)

il gramo è un bar vicino casa mia, oggi è molto diverso da come l'ho conosciuto anni fa
una volta era una squallida latteria malfrequentata e gestita da individui dubbi, che aveva la particolarità di non chiudere mai.
mai, io non l'ho mai visto chiuso in vita mia, anche se è pur vero può darsi che chiude la mattina e riapre dall'ora di pranzo in poi. chi lo sa. fatto sta che la notte è sempre aperto, tutti i giorni dell'anno.
sommando i due fattori "squallida latteria gestita da individui dubbi" e "aperto tutte la notte" il risultato è un esercizio frequentato dalla peggiore teppa che una capitale europea può produrre, oltre che da un considerevole numero di emarginati. e io, ovviamente.
che a me mi piaceva di tornare la notte a casa e fermarmi a prendere un caffè, poi vendeva pure le camel morbide sottobanco.
poi qualche tempo fa l'hanno ripulito, e gli hanno dato un aspetto dignitoso, ma la frequentazione è rimasta tale. anzi, ripulendosi ha acquistato quella fetta di mercato rappresentata dai supergiovani strafatti vestiti in modo buffo.
una volta ero con una tipa caruccia e passando là davanti ci fermiamo a prendere le sigarette e un caffè. si era in una fascia oraria in cui la gente perbene, tipa caruccia a parte, dorme con la proprio famiglia. la stessa fascia oraria in cui la teppa si riversa dal gramo.
c'era un barbone, un tipo simpatico che gira nel mio quartiere, che mentre io e TC entriamo nel bar stava facendo i suoi bisognini su una serranda. motivato dalla prospettiva di una donazione di denaro da parte di noi due ha interrotto il flusso e si è girato di scatto porgendoci la mano, con il palmo rivolto verso l'alto, e dicendo "che me date qualcosa rega'?" omettendo di rimettere a posto le sue robe.
dal gramo può succedere questo e altro.
un'altra volta, un'interminabile estate in cui si faceva il possibile per sopravvivere, ci si ferma dal gramo per bere la birra della staffa seduti ai comodi tavolini posti sulla marciapia a disposizione della gentile clientela.
quella che vidi fu la scena più bella mai vista da occhio umano.
c'era un autobus notturno con dei passeggeri a bordo che passava di lì, frena di botto. l'autista scende.
io vedo i passeggeri rimanere al loro posto, mentre l'autista entrava dal gramo.
penso "vabbè, poveruomo, dovrà andare in bagno, in autobus d'altronde non ci sono serrande su cui fare pipì"
questo penso, e poi riprendo a parlare, probabilmente di cose che possono ingoiare i cani, con i miei amici.
dopo cinque minuti, non vedendo l'autista uscire, mi giro e guardo dentro.
l'autista non era in bagno, l'autista era lì al bancone a bere una cosa e parlava con della gente che sembrava sua amica, sempre di cose che possono ingoiare i cani, presumo.
una decina di minuti a cazzeggiare con gli amici, bevendo il suo cappuccino.
e in tutto ciò i passeggeri dell'autobus, diligenti, sono rimasti al loro posto, buonini buonini senza dire A.
poi, dopo dieci minuti, l'autista idolo, è uscito dall'esercizio e ha ripreso il suo lavoro come se niente fosse.
questo e altro, succede dal gramo.
postato da junior alle 04:21 | link | commenti (28)
mercoledì, gennaio 24, 2007

LEGA LOMBARDA AR MURO

io volevo parlare di questa cosa che milano è un po' una città delusion
cioè, è vero, c'è accaemme con le sue camicie a nove euri, mentre a roma o vai all'oviesse o vai da cenci, c'è muji con le sue fettucce metriche una cifra fashion e trendy ma pure un po' cheap e very small, e invece a roma al massimo c'è vertecchi, c'è questa cosa degli aperitivi che tu vai in un bar e prendi una birra e ci dai cinque euri al mescitore ma in cambio ti mangi pure la madonna in croce, mentre a roma ci dai quattro euri ma ti da solo una birra e se va bene svolti una ciotolina di sciocchezze, c'è questa cosa che gli architetti a milano lavorano e guadagnano tanti quattrini mentre a roma gli architetti sono tutti un branco di falliti puzzoni senza una lira.
è tutto vero.
e c'è anche quella cosa che tu sei in una strada brutta come la morte in mezzo a negozi, fighette e fighetti che si disinteressano delle avversità climatiche, presi come sono dal loro shopping, e ti giri e trovi santa maria presso san satiro come se niente fosse.
altrochè.

però recente sono andato a milano in un locale manco troppo fico, anzi, una cagata di locale a dirla tutta. (recente è un latinismo del cazzo, inutile e scorretto, lo so. ma è fico)
e ho chiesto un geidì.
quel tale vestito da sottoposto mi ha chiesto se lo volevo onderocc, e io con molta umiltà ci ho detto che no, che lo volevo liscio, e se non gli pesava e mi portava pure dell'acqua io ne sarei stato lieto.
mi ha risposto stizzito che ovvio che mi ci portava il bicchiere d'acqua ghiacciata accanto, e che ovviamente mi dava pure la cioccolata, fiiiga.
io la cioccolata non la volevo mica, ma credo che vada di moda tra quelli che ci fanno gli esegeti dell'uischi mangiare della cioccolata mentre si assapora un buon bourbon e si parla di tauromachia, passatempo squisitamente maschile.
invece io che esegeta non sono, ma uno schifoso bevitore di bevande saporite lo sono. con la cioccolata mi ci straccio gli zebedei e l'ho data alla mia vicina di tavolo, io volevo un cazzo di uischi e basta.
e ho pagato sette euri per un bourbon servito con classe, con l'acqua e la cioccolata.
si però il bicchierone stiloso della sua minchia era vuoto.
ma dico io, vuoto, c'era solo il profumo, del geidì.
ora
ieri sono passato in un locale qualsiasi qui a roma a bere un bicchiere col socio e ho ordinato un uiscaccio, ho dovuto specificare dieci volte alla bracciante servitrice che se non mi portava anche un bicchiere d'acqua gli spezzavo le gambe, ok
però per sette euri mi sono bevuto un bicchiere stracolmo di bevanda saporita senza cioccolata e cagate varie.
sette euro, bicchiere pieno. e nessun optional. facile
con quel bicchiere, a milano, ce ne riempivano sei di bicchieri stilosi

tutto ciò mi riporta a tanti anni fa, ero un giovane e implume e solevo frequentare la curva sud dello stadio olimpico/olimpico stadio con cadenza bisettimanale, si giuocava roma inter. accanto a me c'era una sguaiatona che a un certo punto, di sua iniziativa ha intonato con voce da portuale e con una gestualità orribile
milano cittaddemmerda
lega lombarda ar muro
bassardo nerazzzuro
bassardo nerazzzuro

in quel momento fui colpito da tanta pochezza
da tanta volgarità gratuita
da tanto cattivo gusto
da tanta povertà, nell'argomentare le proprie convinzioni

e invece quella cafona ciaveva ragione
li mortacci
postato da junior alle 03:29 | link | commenti (28)
lunedì, gennaio 22, 2007

DELLA VISIERA, ANCORA

perchè siamo stupidi, io in particolare
la maggior parte dei miei amici, invece, pure.

ho due caschi, uno FICO , e uno FICHISSIMO
quello fico lo uso per la città così pure se si rovina m'importa sega.
quello fichissimo lo uso solo per uscire da roma e scoattare con la plebaglia che popola le campagne che, come tutti sanno, ti rispetta molto più se hai un casco fichissimo. in tutti gli altri momenti troneggia su una specie di altare che domina casa mia ma anche un po' tutta roma.
quello fichissimo, lo sanno tutti, oltre alla sua visiera utile e omologata ha una visiera nera fichissima e proibita da tutte le leggi del mondo che pagai, in un momento di idiozia assoluta, circa 90 unità monetarie ognuna del valore di un euro. se ci ripenso mi viene da piangere. 180 sacchi del vecchio conio, assurdo. quando esistevano i manicomi la gente veniva rinchiusa per molto meno
è bene ricordare, ma lo sanno tutti, che con quella visierazza non si vede un cazzo di niente, a meno che uno non sia in un solarium e allora riesce a malapena a distinguere delle ombre molto vaghe.
lo sanno tutti.
però, credetemi, è una ficata pazzesca.
e io, che ritengo a ragione che l'estetica di un dettaglio sia molto più importante di un'inutile vita gialla, continuo a usare quella visieraccia da criminale, perchè alla stima dei villici ci tengo molto.
sabato sera sono tornato a roma, come sempre, che era buio da ore, e l'unica possibilità di sopravvivere al viaggio, come sempre, era mettermi a 60 all'ora appiccicato dietro a un tir bello luminoso, preferibilmente diesel euro 0.
c'è gente che si fa illuminare la via da una divinità preposta. io da un tir.
ovviamente quei merdoni dei miei amichetti, che hanno molti difetti ma almeno hanno una visiera ragionavole, mi hanno fatto ciao ciao con la manina mentre partivano a 280 all'ora e sono arrivati a casa in un'oretta. io ci ho messo tre giorni.
però giuro che non sono il più stupido tra i miei amici.
postato da junior alle 13:37 | link | commenti (31)
venerdì, gennaio 19, 2007

LE REGOLE DEL POKER

DOPPIA AL KAPPA COLL'ASSO: punto che si ottiene mostrando una doppia coppia mentre si ha un malore
  SCALA REALE: punto che si ottiene quando le carte sono nelle loro dimensioni originali
  RILANCIO
: iniziativa di un giocatore volta a restutuire prestigio alla sua immagine
  APERTURA: manifestazione di disponibilità nei confronti di un giocatore
  CAMBIARE LE CARTE: quando le carte da gioco sono in tavola, tentativo puerile di confondere gli avversari
  FICHES: donne molto avvenenti usate in rappresentanza del denaro
  COPPIA DI JACK: punto che si ottiene mostrando un paio di dispositivi per il collegamente degli strumenti musicali
  COPPIA DI ASSI
: particolare situazione che si verifica quando due giocatori eccellenti si uniscono in una relazione sentimentale
  PERDERE UNA MANO: situazione estrema che si verifica quando un giocatore, terminato il denaro, continua a giocare utilizzando parti del proprio corpo come moneta di scambio
  APERTURA ALLE DONNE
: parte di gioco in cui vengono ammessi alla partita anche giocatori di sesso femminile
  CHIAMARE IL GIRO: fase di gioco che consiste nell'invitare al tavolo una cerchia di persone che si frequentano abitualmente
postato da junior alle 16:09 | link | commenti (15)
venerdì, gennaio 12, 2007

IL MIO NUOVO IDOLO

di norma quando parto per motivi insensati decido che tornerò quando finiscono le mutande.
questa volta, siccome ero partito praticamente senza bagagli mi sono fermato da intimissimi e ho stabilito come limite "quando finisce la batteria del telefono".
che poi, considerando che non ho un amico che sia uno, potenzialmente la la batteria del cellulare potrebbe durarmi anche tre mesi.
gli è che ero andato a la spezia ma non mi andava di tornare a roma, una città i cui abitanti dicono viale chènt quando intendono viale kant, e piazza piòcsi quando intendono piazza PIO XI.
è vero.
e così ho ritenuto che invece di tornare a roma sarei potuto andare a milano a comprare una fettuccia metrica in saldo da muji. che poi è esattamente quello che ho fatto.
ma prima di tutto ciò, a la spezia ho conosciuto il personaggio che, dopo una breve analisi su msn, è diventato il mio idolo.
ero in una città che gli stessi spezzini definiscono brutta. di lunedi sera. pioveva. era il primo lunedi sera dopo le vacanze di natale. pure rio de janeiro sarebbe stata una cagata in queste condizioni, figuriamoci la spezia.
invece poi va a finire che trovo un pub pidocchioso ma pidocchioso davvero, gestito da un tale di nazionalità incerta che passava il suo tempo a mettere legna in un camino senza motivo, essendo le due di notte e il locale vuoto e di tanto in tanto pontificava a casaccio, ma con classe. ci chiedo se per caso si poteva fumare e lui mi risponde "ma si, chi se ne frega". un negroni in quel locale costava 3 euro e mezzo.
in quel momento ho seriamente pensato di trasferirmi in quella città.
poi arriva questo tale forse algerino che chiede una birra da portar via, mentre il barman glie la versa lui si ruba alcune uova sode da esposizione che probabilmente erano lì dalla pasqua dell'anno scorso e nel frattempo protesta e dice "e poi si parla di integrazione razziale, ma che cazzo! siete tutti bravi". poi sparisce.
dopo un'oretta io sono dall'altra parte della città e sto parcheggiando il mio pandone, mi ritrovo di nuovo l'algerino di prima, in macchina con un altro criminale e due bagasce, si accosta e mi chiede dov'è via cazzoneso. ci dico che io non lo so dov'è via cazzoneso, che sono di roma. prende la cosa come un affronto e comincia a strillare assumendo atteggiamenti tipici di jake la furia e asserendo che "ma che cazzo, è possibile che nessuno sa dov' via cazzoneso??? ma siete tutti stronzi oppure cosa?"
poi va via sgommando con la sua macchina che ha sicuramente rubato a un geometra un po' calvo, che probabilmente giace ancora nel portabagagli.
postato da junior alle 02:31 | link | commenti (43)
domenica, gennaio 07, 2007

DA GRANDE FARO' IL CAMIONISTA

ieri mi ha chiamato un tale. doveva portare alcuni quintali di mobilia a todi e gli serviva un uomo di fatica che l'aiutasse.
ci ho detto "certo che ti aiuto, ma a un patto: che il furgone lo guido io!"
e così, la ricompensa per la mia fatica sono state alcune ore di guida di un furgone simpaticissimo. più alcune vivande paesane divorate in loco.
io mi ammazzo dalle risate a guidare il furgone. poi in autogrill ci siamo fermati a prendere un caffè e abbiamo parcheggiato in mezzo agli amici autotrasportatori, mica in mezzo ai fighetti che viaggiano in macchina.
un fatto da sottolineare è che, una volta a todi, ad attenderci c'erano alcune persone tra cui una bambina di sei anni che, quando ha visto QUESTO ci si è messa a giocare come una cretina. normale, per una bimba di sei anni. inquetante rendersi conto che sono le stesse cose che avevo fatto io quando, qualche mese fa, ne sono entrato felicemente in possesso.

la convenienza nell'essere mio amico è che io mi accontento di poco: mi fai fare un trasloco di sabato con annesso viaggio di tre ore? non solo accetto, ma lo faccio scodinzolando.
postato da junior alle 17:59 | link | commenti (12)
mercoledì, gennaio 03, 2007

ANEDDOTI DEL CAZZO

sottotitolo: è il due gennaio e ho già portato la moto dal meccanico.
sono costretto, come sempre, a rifugiarmi nel passato per non pensare all'orribile presente.
post inatteso:
DI QUELLA VOLTA CHE SONO STATO DISEREDATO



quando ero piccirillo avevo due caratteristiche, ero bello ed ero stupido.
poi, col tempo, sono diventato brutto.
all'epoca, per qualche strano motivo, senior e mamma propilei mi coinvolgevano in attività tipo andare a concerti di musica sacra del duecento, a vedere pinacotece e mostre di ogni genere e altre attività a cui un piccirillo, come è noto ai più, è solito dedicarsi con gioia.
per tipo dieci anni, ogni anno, tutta la famigliola si è portata a spoleto a sentire il festival della musica sinfonica. durava un mese. un mese solo a sentire canti gregoriani, musica dodecafonica e cose così.
cioè.
chè io pensavo "ma i soldi per una baby sitter non ce l'hanno sti due pezzenti?"
una volta la famigliola mi venne a prendere a scuola per portarmi a vedere la cappella del cimitero di piero della francesca, o come dicono taluni, di piero della giovanna
la maestra vedendomi con i due vecchiacci venne a salutarci e ci chiese se stavamo andando da qualche parte. senior disse "si, andiamo ad arezzo" io aggiunsi "a romperci il chezzo"
senior in quell'occasione si limitò a disprezzarmi.
ma la scomunica me l'ero guadagnata molti anni prima, avevo circa otto anni (no, in realtà ne avevo sette, ma "circa otto anni" è in tema con "della giovanna") e senior e mamma propilei avevano ritenuto di andare in quel di urbino a vedere con attenzione il palazzo ducale. e quando dico attenzione intendo dire che in quella cazzo di palazza ci siamo stati 96 ore
eravamo nello studiolo del duca, quello della foto qui sopra. senior e mamma propilei erano in preda alla loro sindrome di stendhal, mio fratello pensava alle sue cose forse, ma con diligenza, e io guardavo quello splendide tarsie realizzate dalle sapienti mani dell'immortale baccio pontelli con un interesse tale da destare l'attenzione di senior.
senior sentì dentro di sè un moto d'orgoglio, era fiero del suo figliolo che, a sette anni, cominciava ad apprezzare l'arte e mi guardava con uno sguardo pieno d'amore che solo un padre può avere, perchè i figli so' piezz'e core
seguendomi con lo sguardo, si accorse che le mie attenzioni si stavano concentrando su alcune modanature. era orgoglioso del suo erede, in mezzo a tutta quella gente e forse sperava che tutte quelle persone mi vedessero. e infatti fu così, perchè pochi istanti dopo estrassi dalle mie capienti tasche la mia fida macchinina e usando la preziosa modanatura come una pista mi prodigai in una sguaiata cronaca corsistica come un novello mario poltronieri
da quel giorno lì, lo studiolo del duca non è più lo stesso
da quel giorno lì, io sono fuori dall'eredità.
postato da junior alle 02:26 | link | commenti (24)
martedì, gennaio 02, 2007

PROSIT NEUJAHR

io stamattina mi sono svegliato presto e mi sono visto il concerto di capodanno con papà
non quella cagata di venezia, quello vero al musikverein, coi wiener philarmoniker, zubin mehta e la marcia di radetzky che tutti battono le mano quando che lo dice herr director
e ora sono sul sito dei wiener a cercare di comprare il biglietto per l'anno prossimo. costo del tagliando dai 20 ai 680 euro.
sarebbe fico fare capodanno a vienna, svegliarmi presto, vestirmi carino e andare a sentire strauss. e poi andare a finire la mia esistenza all'hotel sacher.
quello sì che sarebbe un capodanno che vale la pena di vivere, non quelle cagate che facciamo noi ogni anno, chè non se ne può più di passare il primo gennaio colla vommitina.
ciarraggiòne friccantòni
postato da junior alle 01:57 | link | commenti (6)