fare. o non fare. non c'è provare.
venerdì, dicembre 22, 2006
DEL FUSO ORARIOstamattina alle dieci dovevo incontrare un tale.ora, io non so perchè la gente si ostina a combinare incontri prima delle cinque di pomeriggio, ma questo tale che dovevo incontrare era troppo importante per potergli dire "ehi amico, ma ti sei bevuto il cervello o cosa? dannazione io a quell'ora di solito sono a smaltire la sbornia, fratello, e che io sia dannato se muovo le mie chiappe per venire a un fottuto appuntamento con il tuo brutto muso" questo avrei detto, ma questo tale è il legittimo rappresentante di un'entità che per me rappresenta quello che un nano con delle enormi orecchie rappresenta per un giovane e ambizioso criminale. per cui stamattina alle dieci dovevo incontrare questo tale. allora ieri sera io ero a una specie di randevù dove c'era un sacco di vino, e c'erano un sacco di cose buone da mangiare e c'erano, a ben cercare, anche alcune personcine che poi alla fine ecco, sempre meglio di un calcio in culo. ora, tra l'incredulità e lo sgomento generale, a mezzanotte meno dieci ho salutato quel branco di stronzi e me ne sono andato perchè sennò il pandone si trasformava in una zucca. io che di solito a mezzanotte meno dieci faccio merenda. ma volevo fare il bravo, non come il giorno prima che ci avevo sempre un appuntamento alle dieci, solo che non con un tale importante ma con due straccioni di merda come me, e quindi alle undici e mezza ero ancora a dormire mentre mi telefonavano per sapere se mi era successo qualcosa. e quindi stavolta ho programmato tutto: a mezzanotte e mezza un pasticcone di melatonina e via, otto ore di sonno, prima di lanciarmi con sicumera in quel nuovo mondo in cui nel cielo c'è quella strana cosa che pare la luna, solo che è accesa. e quindi, subito prima di scomparire sotto i pezzoni prendo un pasticcone di melatonina e me sparo giù nel mio principesco gargarozzo. quello che è successo, è che il pasticcone si è incastrato da qualche parte in uno di quei due strani tubi che fanno rima con sfinge invece di scendere giù in quella sacca elastica dove normalmente alcuni acidi trasformano i pasticconi in spossatezza. e così ho passato alcune ore a bere litri e litri d'acqua per sollecitare l'ingerimento. poi alle tre, col pasticcone che stava ancora lì a deridermi, mi sono rotto i coglioni e mi sono messo a dormire nonostante tutto. il risultato è che devo aver ingerito il pasticcone nel sonno, e ha cominciato a fare effetto quando ci pareva a lui, e ora vivo secondo il fuso orario del texas, dell'italia, e delle filippine, contemporaneamente. ![]() (in foto, il fuso orario) giovedì, dicembre 21, 2006 FORSE NON TUTTI SANNO CHE...- secondo alcuni studiosi sarebbe pressochè impossibile nascondere la verità alle persone per cui si nutre una certa diffidenza o dell'avversione, in virtù del fatto che inviso veritas- secondo alcuni studiosi sarebbe pressochè impossibile nascondere la verita alle persone che ti guardano in faccia, in virtù del fatto che in viso veritas - secondo alcuni studiosi alcuni alberi ad alto fusto non possono mai essere frutto dell'immaginazione, in virtù del fatto che in pino veritas - secondo alcuni studiosi le brevi frasi con funzione parentetica nascondono realtà inconfutabili, in virtù del fatto che inciso veritas - secondo alcuni studiosi gli oggetti imbevuti di un qualche liquido sulla scena di un delitto possono contenere la soluzione del caso, in virtù del fatto che intriso veritas - secondo alcuni studiosi le dichiarazioni dell'ex portiere zoff andrebbero prese in seria considerazione, in virtù del fatto che in dino veritas - secondo alcuni studiosi le religioni non possono essere solo frutto di superstizione, in virtù del fatto che divino veritas - secondo alcuni studiosi un'esortazione è quasi sempre una manifestazione sincera, in virtù del fatto che invito veritas - secondo alcuni studiosi il famoso boss mafioso a capo della famiglia corleone aveva ingerito alcuni documenti che rivelavano scomode verità, in virtù del fatto che in vito veritas lunedì, dicembre 18, 2006 PROPILAY NEWSROMA - in una recente intervista babbo natale si è detto rammaricato perchè bobo vieri e francesco totti non gli hanno mandato neanche una letterinaFIRENZE - l'accademia della crusca ha deliberato che sbagliare un accento acuto è un errore grave TREVISO - è finalmente finito in manette il truffatore che ipnotizzava le sue vittime per sottrargli denaro. secondo gli inquirenti, il sedicente mago, per simulare lo stato di trance, si serviva di una torta ROMA - una manifestazione in cui veniva presentata la bicicletta più grande del mondo è stata interrotta dalla protezione civile, che aveva previsto l'arrivo di un ciclone venerdì, dicembre 15, 2006 TRECCÔSE1. questa estate ho fatto compagnia a dei blogger milanesi un po' fuori moda nonchè fuori forma che erano a roma. una sera li ho portati a cena in un ristorante il cui lato migliore sembrava il fatto che almeno c'erano delle posate, pensa te. a distanza di mesi ho scoperto che quello è il posto dove ha cenato pasolini prima di venire assassinato. e un po' mi sono emozionato.2. sono andato a casa di un tale dove c'era una specie di aperitivo con dei tali con cui lavoravo fino a qualche mese fa. all'una se ne sono andati tutti. io ho guardato il padrone di casa, poi ho guardato le bottiglie di vino: c'erano tre litri di vino di estrema qualità ancora non consumati e ho detto al padrone di casa "mi dispiace per te, ma io finchè non finisce sto ben di dio non me ne vado". e così sono rimasto fino alle quattro e ho finito tutto. e alle quattro mi sono stimato molto, perchè io quando le cose le faccio le faccio bene 3. a casa di questo tale c'era una tipa che lavora lì dove lavoravo io che non sarebbe manco male, ma dopo un po' mi ha detto "sai, io quando si parla di te e del tuo socio, dato che non vi ho conosciuto ma vi ho visto solo alcune volte, chiedo chi sei dei due e per identificarti mi dicono che, dei due, sei quello con meno capelli". e un po' ci sono rimasto male lunedì, dicembre 11, 2006 ANEDDOTI DEL CAZZOsottotitolo: di quella volta che ho realizzato il sogno della mia vitaper una strana serie di contingenze riconducibili a una vecchia e desueta tradizione che viene chiamata "vacanze", mi trovavo in loco quidem californiae, in una città di confine che chiameremo con un nome di fantasia, tipo san diego. nei giorni precedenti avevo avuto la fortuna di vivere una serie di esperienze che avevo sempre desiderato, tipo farmi fermare di notte dalla polizia di los angeles, vedere trecento cirlìderz fare una piramide umana, incontrare un orso, scambiare una marmotta per un puma, bere della dottor pepper e della coca alla vaniglia, assaggiare un frappè da cinque dollari, vedere una scatola di kellogg's alta 140 centimetri e cose così. un bel giorno, senza dire niente a nessuno, avevo appena comprato un fantastico pallone della wilson e della virgin cola in un wall mart e mi aggiravo con un mio amico cretino per playgronud pidocchiosi sì, il playground è quel postaccio che somiglia a un parcheggio ma invece è un campo da basket, con i canestri con i tabelloni in lamiera bucata, la retina fatta con le catenelle, le reti metalliche intorno e tutta una serie di situazioni tipiche di un playground californiano, tipo negri che giocano a basket, spacciatori di crack, gente che si spara solo per il gusto di farlo, negracci bastardi che trattano male le loro donne e alcuni buffoni gesticolanti vestiti in modi ridicolo a fare da contorno. ebbene, trovato il playground che faceva al caso nostro io e il mio amico cretino cominciamo a giocare go one-in-one e lui recitava la parte di doctor J e io, modestamente, facevo quel maiale di larry bird. c'era della teppa che giocava all'altro canestro e subito ci vengono a dire se si fa una partita tre contro tre, per fortuna senza giocarci soldi. e così io gioco in squadra col mio amico cretino e un fighetto contro tre altri stronzi che, a giudicare da un sacco di cose, nella loro vita aveva solo giocato a basket e, saltuariamente, picchiato le loro donne. uno di loro era un negrone alto due metri, che ovviamente giocava a torso nudo per farci pesare la differenza di statura dal punto di vista strettamente muscolare, mentre gli altri due erano due straccioni di merda come noialtri, però americani, di quelli che dicono "iuesèi, iuèsei" per festeggiare qualsiasi cagata, tipo quando il semaforo diventa verde giocammo per tipo nove ore sotto un sole cocente e ogni volta che il negrone, schiacciando metteva fine alla disputa, diceva sempre "uh uh uh, next game next game!! iuesèi!" e non c'era verso che si stancasse. a un certo punto, dopo un'eternità di partite mentre il negrone diceva necsghèim io ci dico in marchigiano costiero che ok, necsghèim, ma prima vado un secondo al supermercato a comprare un gallone d'acqua. non l'avessi mai detto, questo cazzone ha cominciato a farsi un sacco di risate e mi ha chiesto se per caso fossi un fiore, dal momento che avevo bisogno di acqua, poi ha cominciato a ridere e a rotolarsi per terra per deridermi di questa mia strana malattia per cui, dopo nove ore di partite a 200 metri dall'equatore, mi viene sete. quando sono tornato stava ancora per terra a rotolarsi, poi ho bevuto e abbiamo continuato a giocare per altre nove ore. tutto ciò era esattamente quello che avevo sempre desiderato, da allora non ho più nulla di interessante da chiedere alla vita e vivo di espedienti lunedì, dicembre 04, 2006 UNA STORIA VERAquesta è la storia di un tale che un sabato notte va a dormire alle cinque e mezzae dorme, dorme come un bambino poi la mattina dopo si sveglia riposato e felice cerca di capire che ore sono, visto che si sente così riposato si rigira nel letto, si mette a pancia in giù e prende il cellulare per vedere l'ora guarda l'ora, sono le otto le otto di mattina non è importante che sia riposato, quello che è importante è che questo tale ritiene immorale alzarsi alle otto di domenica mattina se non ce n'è motivo per cui si riaddormenta di schianto quello che il tale che si è appena riaddormentato a pancia in giù col suo cellulare in mano non sa, è che schiantandosi nel sonno dei giusti sta usando la tastiera del suo telefono come cuscino per il suo naso e così facendo, mentre il suo cervello riprende il suo sogno di gloria, il suo naso pigiando sul numero 7 della tastiera ha chiamato una troia con una fastidiosa insistenza potere del subconscio |