giovedì, ottobre 27, 2005

CHI HA FATTO PALO?

sottotitolo: se galeazzo ciano fosse nato in provincia di milano, per esempio a magenta, il ventennio avrebbe avuto più dignità.
oppure no.

stanno succedendo cose che non hanno alcun senso, ieri una squadra bizzarra ha vinto a milano per la prima volta da quando sono vivo, più o meno. inutile dire che ieri a quell'ora lavoravo, durante il primo tempo, e mi ubriacavo, durante il secondo tempo. traduntur che abbia segnato anche zoff di testa direttamente da calcio d'angolo
una tipa, che tra le altre cose ha un'amica a cui piace il mio giacchetto di pelle "della deinèiss", mi ha detto le testuali parole "beh, a milano se non hai l'ultimo capo di cavalli sei out. roma, invece, è un po' più provinciale". da quel momento per me il mondo è finito, nulla ha più senso e vivo di espedienti.
in ogni caso l'amo follemente e allo stesso tempo vorrei offenderla con violenza terribile sbattendo ripetutamente la sua ugola su uno spigolo non smussato di travertino finchè non mi viene il fiatone.
il fiatone potrebbe anche essere una specie di sassofono enorme.
tra l'altro ieri stavo ripensando ai modi di dire che non capivo da piccolo, e per esempio mi ricordo che quando galeazzo musolesi mi diceva una cosa che non mi interessava io ci dicevo "sticazzi" e lui ribatteva "te li ficchi in culo a mazzi"
e io questa cosa non la capivo, pensavo che "mazzi" fosse una forzatura per fare rima di "Massi", diminutivo di "massimiliano". e pensavo che non è una risposta.
poi ho capito.
poco fa, a proposito delle mie mancanze linguistiche in età acerba, in segreteria c'erano due Peregine, o forse una era una Peregina e l'altra, che era più piccola, era il marito, il Perè. fatto sta che avevano una mole terrificante, mai visto insetti volanti così grossi, sembravano supplì con le ali. ho velocemente valutato il loro indice di pericolosità in rapporto alle mie aspettative di vita collocando la situazione alla pari di una pioggia di meteoriti giganti, che nella mia scala di pericolosità è subito sotto lo sciopero dei tabaccai. sicchè ho chiesto aiuto come una femmina. è arrivato un tipo e le ha ammazzate e ora giacciono sul pavimento della segreteria. enormi, veramente.
io ho chiuso la porta a chiave, non si sa mai.
postato da junior alle 13:20 | link | commenti (38)
giovedì, ottobre 20, 2005

PARTY CACCOLOSO (R)

niente, è che piove che dio la manda.
apro una parentesi:
quando ero piccolo ero un po' stupido, e non capivo un sacco di cose.
per esempio quando sentivo dire "piove che dio la manda" pensavo "ma chi cazzo è l'Amanda, e che c'entra con dio, l'amanda? e poi qui siamo a roma per fortuna, non a milano, la silvia l'amanda, il giorgio, il pannella. fica, non figa. cacare, non cagare." da piccolo avevo i baffi e mangiavo nutella in mutande.
poi una volta ho sentito un bambino che strillava entusiasta "un'ape regina! un'ape regina! un'altra!!!" e sono tornato a casa e ho detto a madame propilei "mamma, oggi ho visto due peregine"
e mamma propilei s'è tagliata dalle risate.
ok, chiusa parentesi, dicevo che piove forte.
inutile sottolineare che sto in moto.
ho seguito le orme dello zoppo e siccome mi piange il cuore nel vedere la mia bella moto bagnarsi sotto un lurido diluvio l'ho parcheggiata nel patio e davanti alla stanza di AC, così quando vado di là la vedo e mi intenerisco.
ma il punto non è questo, il punto è che piove che dio la manda e non sono uscito a pranzo. e abbiamo organizzato un party caccoloso (R) nella mia stanza, ognuno ha portato qualcosa, plum cake, kinder brioss, ringo goal, saila menta, cioccolata milka bianca, e sopratutto le fonzies.
solo che è stato un fiasco, una tipa mandava messaggi, io leggevo notizie sull'udinese e due cani (madre e figlio) intrattenevano rapporti incestuosi.
bel post, eh?
postato da junior alle 14:52 | link | commenti (24)

PER DIRE


- chi sono quei grassoni giapponesi in mutande?
- sono lottatori, desumo
postato da junior alle 10:58 | link | commenti (14)
lunedì, ottobre 17, 2005

QUIZ

immaginare, per ipotesi assurda, che quattro individui siano impegnati in una trasferta lavorativa in una città che puzza de pesce e ciàr mare inquinato.
paura, eh?
tali individui, terminata la loro sessione lavorativa giornaliera discutono sulle diverse possibilità che la città cor mare inquinato offre loro dal punto di vista della cena. cena che, è bene precisare, sarà rimborsata interamente dal loro padrune.
non occorre sottolineare che uno dei quattro individui tiene un blog giallo, ovviamente.
i quattro individui, dopo lacerante dibattito, decidono liberamente procedere alle operazioni alimentari in maniera vagamente differente.
tre di loro entreranno in un ristorante con musica sinfonica erogata da sofisticati diffusori e cameriere ghei e spenderanno euro duecento per poche ma raffinate pietanze. il tutto, ripeto, rimborsato.
uno di loro si dirige nei vicoli della città vecchia in mezzo a negri, puttane e altre specie inferiori e spenderà euro otto per numero due kebab. dappaura.
oggetto del quiz è: indovinare di che colore è il blog del tale che, potendo scroccare duecento euro di cena, ha preferito cibarsi di due kebab in un ambiente peraltro igienicamente dubbio.
postato da junior alle 12:25 | link | commenti (26)
martedì, ottobre 11, 2005

JU E LO ZOPPO

invece al liceo c'era questo mio amico che era lo zoppo.
lo chiamavamo così a causa del suo stile di guida prudente e giudizioso.
in pratica la sua esistenza era regolata da un bizzarro ciclo di eventi per cui, dal principio si fracassava qualche osso col motociclo o motocarrozzetta così, per svago, poi passava un annetto ingessato durante il quale metteva da parte i soldini per comprarsi un nuovo motociclo o motocarrozzetta, poi si toglieva il gesso e dopo due giorni montava a bordo del suo motociclo o motocarrozzetta nuovo, ci andava a 400 all'ora su una ruota contromano all'ora di punta e nel giro di pochi minuti secondi si fracassava qualche altro osso. e quindi ricominciava dal principio con rinnovato entusiasmo verso deflagrazioni ortopediche sempre nuove.
nessuno lo ha mai visto senza gesso.
lo zoppo. un mio amico.
si guadagnò l'immortalità nella mia memoria un giorno in cui eravamo fuori scuola, nel bar, a sprecare la nostra adolescenza in fesserie. lui annuncia la sua intenzione di andare a casa e saluta. esce dal bar e accende la sua vespa con la gamba ingessata. prima seconda e via. poi rammenta di dovermi dire una cosa che, evidentemente, riteneva tanto importante quanto urgente.
ma siccome era romano e quindi, oltre che disonesto, spaccone e volgare, era anche pigro e svogliato, l'idea di dover scendere dalla vespa e raggiungermi a piedi dentro il bar lo scuoteva proiettandolo in un turbine di emozioni che andavano dal tedio alla depressione. trovò quindi che entrare nel bar con tutta la vespa col motore acceso fosse la cosa più normale e naturale del mondo. quello che me lo farà ricordare sempre con amore è che lui fece questa cosa con una disinvoltura disarmante che svelava al mondo il suo candore interiore, una purezza che la massa rozza e insignificante scambiava per indisciplina o altre menate simili.
cioè lui entra nel bar, si accosta al mio tavolino, e mi parla come se tutto fosse normale dando anche qua e là una botta di gas per mantenere il minimo della sua vespa. quando la padrona del bar protestò indignata per la sua condotta lui rimase sconvolto e sinceramente sorpreso per tanta agitazione. ma che cazzo, pensò.
lo zoppo. un mio amico.
postato da junior alle 17:47 | link | commenti (30)
lunedì, ottobre 10, 2005

IO E GALEAZZO MUSOLESI

siccome qui sotto c'è un post criptointimista scriverò due cazzate tanto per.
racconterò del il mio migliore amichetto dei tempi della marsò. tal galeazzo musolesi
egli mi iniziò all'arte del furto con destrezza.
iniziammo all'upim, come tutti, e con gli uniposca, come tutti. poi gli occhiali da sole, come tutti. ma nel giro di pochi mesi fummo in grado di arrubbare i 501 nei negozi fichetti e i 33 giri in un negozio a viale somalia gestito da una stronza. il che non è poco.
galeazzo musolesi era uno di quelli che, alle medie, viene definito come un soggetto rischioso, uno di quelli che non bisogna frequentare. perchè ti porta sulla cattiva strada. mio fratello mi riempiva di botte perchè uscivo con galeazzo musolesi, perchè diceva che era un teppista di merda e invece dovevo frequentare un tipo noiosissimo che invece era un bravo ragazzo. si ma du'palle.
invece mamma propilei a galeazzo musolesi ci voleva bene, diceva che, sì, effettivamente era esuberante e spesso si rendeva protagonista di prestazioni vagamente illegali, ma lei diceva che era generoso e ci aveva un cuore grande così. e questo per mamma propilei era più importante della sua fedina penale. chè mamma propilei, non per vantarmi, è una gran fica. e infatti oggi galeazzo musolesi è un artista fichissimo e ci ha sempre un cuore grande così. e io lo stimavo prima e lo stimo anche ora. e pure a mamma propilei la stimo. mio fratello invece, come tutti i fratelli maggiori, non ci capiva un cazzo.
e vabbè, una volta io stavo in vacanza e mando una cartolina al mio amichetto galeazzo musolesi. era una di quelle cartoline esilaranti che spesso spedivo in forma anonima, senza francobollo e con la dedica "tanti saluti e baci, paga la multa e taci". un taglio.
ma galeazzo musolesi, che era più sveglio di me, ricevuta la missiva, venne da me a dirmi "guarda che ho dovuto pagare la multa per la tua cartolina del cazzo, mille lire di multa, ora me le ridai"
e siccome io ero ancora tenero di cuore, oltre che stupido, ci dissi "ok, ti renderò le tue mille lire, amico"
e siccome lui era generoso, ma anche un figlio di mignotta, aggiunse "si ma mamma non aveva mille lire sane e ci ha dato duemila lire al postino, che non aveva il resto e se l'è tenute, per cui mi devi dare duemila lire"
e siccome io, più che tenero di cuore, ero stupido e basta, ci dissi "ahh, ok, domani ti porto duemila lire, scusa ancora, sono divorato dai sensi di colpa che mortificano la mia anima"
e siccome che galeazzo era un genio e io ero stupido aggiunse ancora "si ma poi mamma al postino ci ha dato la mancia, mille lire. quindi mi devi ridare tremila lire".
25 dopo ho analizzato meglio la cosa e ho compreso la portata della mia umiliazione
postato da junior alle 12:40 | link | commenti (28)

MAGARA

con quella faccia un po' così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi prima di andare a genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c'inghiotte e non torniamo più
postato da junior alle 11:30 | link | commenti (9)
mercoledì, ottobre 05, 2005

COSE CHE MI PIACCIONO DEL MIO LAVORO


1) periodicamente mi sento dire da un consulente seriosissimo che nella darsena c'è una succhiona.
postato da junior alle 11:30 | link | commenti (33)
lunedì, ottobre 03, 2005

UNA STORIA MOLTO PIU' SQUALLIDA

(altro che gli adolescenti ai party caccolosi)

anni fa,
io e altri ceffi stavamo terminando le nostre vacanze in un assurdo paese in cui gli omosessuali sono considerati esseri umani, un paese dove il primo ministro è contro alcuni interventi militari e lo dice, dove è possibile fumare nei locali pubblici, dove la cerveza costa un euro, dove il calcio è uno spettacolo divertente, dove i preti fanno solo preti, dove le diversità culturali sono basate su divesità culturali. praticamente eravamo in un paese del terzo mondo, la vergogna dell'europa.
delusi dall'arretratezza culturale di quella terra arida dove se fai un sorriso a una ragazza per strada non viene suo cugino a insistere sul tuo malleolo con una chiave inglese, percorrevamo alacremente le autostrade locali alla volta del nostro amato paese, lo stato del vaticano.
si rese necessaria una sosta notturna in autogrill a metà strada. perchè avevamo sonno.
cioè, in realtà avevano sonno in tre, mentre io e nides, giovani e forti, eravamo in grado di guidare per decine e decine di ore. ma che dico decine, centinaia. ma che dico centinaia, migliaia. ma che dico migliaia, ore. (anch'io sono cresciuto vedendo drive in, in fondo).
ma siccome la padrona della macchina riteneva per qualche strano motivo che io e nides avessimo uno stile di guida troppo esuberante per contenere i consumi di combustibile entro i dieci litri ogni novecentomila chilometri previsti, ci trovammo costretti a sostare per la notte in questo meraviglioso autogrill pieno di autosnodati parcheggiati casualmente e di ciccioni che dormivano immersi nei loro stessi gas.
l'uomo con la moralità di una spatola si mise a dormire su un pratino, la coppia felice si accomodò nell'Auto che Consuma Dieci Litri Ogni Novecentomila Km e io e nides, come dire, ce la prendemmo in saccoccia.
siccome avevamo sigarette, energie, voglia di chiacchierare, e un paio di bar aperti olnailong, accogliemmo con letizia l'idea di passare la notte in quel modo inutile.
l'invitante accoglienza di un bar era un manifesto che avvertiva che nell'arco dell'ultimo anno, in quel posto, erano stato rapite una ventina di persone mai più ritrovate, così, tanto per.
io mi tranquillizzai pensando che un eventuale rapitore avrebbe ragionevolmente preferito infierire su un energumeno che dorme nel suo camion piuttosto che su di me. poi pensai che c'era un uomo con la moralità di una spatola che dormiva a pancia in giù su un pratino, e quell'istante si colorò di una dolcezza celestiale.
io e nides passammo ore a fumare e a bere cerveza mentre parlavamo del nostro futuro su un ponte pedonale che sovrastava l'autostrada che si fletteva di trecento metri ogni volta che passava un tir.
e passavano solo tir.
o trasporti eccezionali.
però era una lochescion molto bella e stimolante, se al posto di nides ci fosse stata una bella sgnaccherona probabilmente quella notte sarebbero successe cose magnifiche, tipo che sarei stato rifiutato da una bella sgnaccherona. per dire.
rimanemmo qualche ora lì sul ponte quando, un po' per le sigarette, un po' per la birra ghiacciata, un po' per gli effetti che le reazioni vincolari del ponte avevano, non tanto sui nostri corpi, ma più che altro sulle nostre deboli menti, entrambi sentimmo l'esigenza di andare a fare quello che noi giovani eruditi chiamiamo "la popò".
 
ora però ciodda fa per cui vi lascio con la suspence.
tra sei mesi la seconda parte.
postato da junior alle 11:14 | link | commenti (46)