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sabato, aprile 30, 2005
io e amico S abbiamo fatto una capoccia tanta al nostro fraterno Amico Formale per tipo due anni su quanto è fico avere la moto. Amico Formale non aveva la moto, ma un grosso e funzionale scooter. siccome AF ci vuole bene e si fida di noi due stronzi si è piano piano convinto che avere una moto costosa, scomoda, delicatissima, sporca e assolutamente priva di qualsiasi possibilità di trasporto di qualsiasi oggetto più voluminoso di un accendino, è molto meglio che avere un comodo e affidabile scooter.
non so perchè.
così AF ha venduto il suo bellissimo scooter, un rene, sua madre e col ricavato ha comprato una moto.
la prima volta che siamo usciti insieme era quest'inverno, faceva un freddo innaturale e ovviamente, essendo andati sulla parte più infame degli appennini abruzzesi c'era pure la neve, che per fortuna poi è stata sciolta da una fastidiosissma pioggia.
quando ci siamo fermati sul ciglio di una pedemontana per fumare e riprendere sensibilità agli arti attraverso contatto con le marmitte incandescenti AF ci ha fatto notare che andare in moto è una merda, in quelle condizioni.
visto che non era più il caso di mentire gli abbiamo confidato che effettivamente è così: avere una moto provoca solo disgrazie. di natura sia fisica che economica oltre a distruggere la vita sociale di chi la possiede e non è divertente manco per niente perchè il clima percepito in sella a una moto è cento volte più insopportabile di quello reale. vale a dire che se fa un po' freddo in moto fa un freddo del cazzo. se invece fa un po' caldo in moto fa un caldo terribile. se piove sei fottuto, se nevica sei morto, se c'è un po' di foschia la cosa migliore da fare è accostare e suicidarsi.
però avere la moto è fico. ecco, noi non sapevamo spiegargli il perchè ma un motivo ci doveva pur essere, anche se noi due non lo sapevamo. fatto sta che ormai era dei nostri e gli abbiamo rivelato la prima e unica regola del motociclista: "avere la moto è una merda ma siccome chi non ce l'ha non lo sa bisogna fargli credere il contrario, più che altro per dare un senso a tutti i risparmi spesi per un inutile e puzzolente pezzo di ferro".
messo al corrente della realtà lo abbiamo però rincuorato.
esiste un giorno, un solo giorno, in tutto l'arco dell'anno, in cui si verificano determinate condizioni climatiche tali che avere la moto è effettivamente una ficata pazzesca.
quel giorno, quest'anno, era oggi.
oggi io e amico S abbiamo dato tutto e siamo felicissimi.
Amico Formale oggi ci avea da fa'.
ahahaahah
giovedì, aprile 28, 2005
Requiem aeternam dona eis, Domine,
et lux perpetua luceat eis
gatto di merda.
ti andassero tutte e sette di traverso
li mortacci tua
io li odio i gatti
gatto di merda
da quando ho chiuso le porte a voi stronzi mi sento un po' solo, qui dentro.
ma poi sticazzi, fondamentalmente.
sala riunioni di una società romana.
è in corso un colloquio di lavoro, tra il candidato e alcuni tizi che lavorano in questa società: l'avvocato, l'ingegnere e l'architetto, che poi sarei me.
il candidato sembra piacere molto ai tizi con cui sta colloquiando.
ora
io non so spiegarmi bene come sia successo
ma il colloquio è andato male.
cioè, voglio dire, al candidato è andato bene.
è andato male a me.
mi è andato male il colloquio di un altro.
boh
mercoledì, aprile 27, 2005
stupore, gioia e ammirata emozione stamane per l'arrivo di mister propilei a studio in un orario a dir poco folle.
un trend che nel corso delle ultime settimane si era consolidato con una regolarità al limite dell'articolo 18 è stato invertito con una giocata mirabolante del jaune jeune che, smentendo ogni pronostico si è materializzato in località lavorativa in una fascia oraria in cui solitamente la gente civile ascolta infastidita il suono di una sveglia petulante e la spegne bestemmiando.
gioia e tripudio hanno accompagnato l'evento da parte di tutti i gli utenti dello studio che, in cuor loro, erano convinti che jj avesse un doppio lavoro e che non sospettavano minimamente che, invece, passasse l'inizio delle sue giornate a leggere placidamente sulle guide motarde gli itinerari che non percorrerà mai a causa del cielo che piscia sempre sabatamente.
per celebrare l'evento mamma papera ha donato la vita a sette paperelle.
martedì, aprile 26, 2005
alcuni chiarimenti sulla figura del teschio si rendono necessari
il teschio, contrariamente a ciò che può far pensare il suo terribile soprannome era una persona mite e aveva un sacco di capelli.
il fatto che abbia vomitato davanti al santo padre in effetti è inquietante, ma è paragonabile al gesto del signor sottiletta, quando i conati lo vinsero di fronte alle minacce del rettore worner dott. dean vernon.
il teschio poi era un mio amico, quindi è un tipo fico a prescindere.
un luminoso pomeriggio di aprile il teschio si trovava a passeggiare per il suo bel quartiere, e batteva la strada che l'avrebbe condotto al luogo ove noi adolescenti solevamo passare i pomeriggi quando il già citato cinema abbandonato era inaccessibile, ovvero lo stradone che separava i giardinetti di villa C. da villa C.
parentesi sullo stradone:
lo stradone era un posto interessante perchè nonostante non avesse il campo da calcetto permetteva un sacco di attività libere da interferenze fastidiose e, cosa vieppiù interessante, era chiuso al traffico stradale per cui era impossibile, per dire, che una volante della polizia disturbasse all'improvviso i nostri infiniti pomeriggi. le guardie le vedevamo arrivare a piedi oppure su un vespone. sempre lo stesso vespone per cinque anni, anche se gli specialotti cambiavano. ma dico io, ma chi vuoi fregare se ti presenti in borghese ma sempre con lo stesso vespone? vabbè.
dicevo che le attività che permetteva quel posto erano molteplici, potevamo anche fare le pinne coi motorini, giocare a giochi stupidi, improvvisare un torello o una tedesca, oppure, per dire, picchiare selvaqggiamente qualcuno perchè aveva avuto l'ardire di rivolgere uno sguardo interessato a una delle nostre fiche.
le nostre fiche.
fine della parentesi sullo stradone.
torniamo a quel luminoso pomeriggio di aprile. il teschio percorreva quella strada fischiettando e probabilmente pensava a qualcosa di interessante, tipo se montare sul suo boxer una polini scarico a terra o una giannelli rekord, quando i suoi occhi scorgono sul maciapiede un pacchetto di marlboro. il teschio, narratur, calpestò il pacchetto e notò che non era vuoto. ci disse che lo raccolse per impossessarsi avido del contenuto presumendo di trovarci qualche sigaretta, e vi trovò oltre ad alcune sigaretta una banconota da centomila infilata tra pacchetto plastica trasparente. gioia.
quello che tutti noi vedemmo fu il teschio arrivare di corsa, urlante, con una centomila stretta nel pugno destro.
noi amici godemmo di quella centomila insieme a lui, per tutto il pomeriggio. la spese tutta per noi, collirio compreso.
questo era il teschio.
venerdì, aprile 22, 2005
siccome stamattina mi è arrivato un sms di senior in cui mi si faceva pesare che lui stava davanti ai propilei di atene mentre io ero a roma a sputare sangue su un lavoro da froci (il fatto che, invero, non ero al lavoro ma ancora beatamente sotto le pezze non cambia la sostanza) mi rifugerò nel passato remoto.
racconterò un aneddoto legato al papa pocanzi trapassato
il papa venne a fare una visita nella parrocchia vicino a casa mia.
ora, è ovvio che non era la mia parrocchia visto che senior e seniora, quando ero ancora un esserino puro e gradevole alla vista e all'olfatto, anzichè battezzarmi nel cristo decisero che era molto meglio avviarmi alle dottrine generatrici di terrore miseria e morte. (hasta siempre comandante senior)
ma era a 50 metri da casa mia e quasi tutti i miei amici ci andavano a fare il catechismo e altre cose di chiesa, e alla fine tra una cosa e un'altra, quando non andavo ad abbeverare i miei cavalli nelle fontane di piazza san pietro o non ero occupato a mistificare la realtà controllando i poteri forti dello stato parallelo dall'aula di musica della mia scuola superiore, finiva che ci passavo in quella parrocchia e alla fine ci passavo parecchio tempo lì dentro, chè c'era un cinema abbandonato e un campo di calcetto e noialtri ci ritrovavamo spesso lì, così ci andavamo a fare le truzze, a giocare a pallone e altre cose.
alla fine il prete mi conosceva pure, magari sperava che frequentando la parrocchia prima o poi il cristo sarebbe entrato in me. io invece speravo che non mi denunciasse e mi accontentavo di quello. (inutile dire che rimanemmo entrambi molto delusi l'uno dell'altro). don isidoro si chiamava. di fondo era uno zozzone, parlava malissimo, ma tipo molto peggio di totti, aveva dei modi da portuale e la moralità di un cacciatore di avorio. era pure discretamente stronzo, e non solo a detta mia ma a detta un po' di tutti. però era il parroco e tutti gli volevano bene, e pure io.
ok, allora dicevo una volta arriva il papa e, wow, il papa, tutti emozionati siamo andati al cinema abbandonato che per l'occasione fu ripulito (cioè, hanno spolverato le sedie di legno rotte e hanno coperto di drappi presi dalla chiesa il palco del cinema). il papa parla, dice le sue cose, non me le ricordo più, ma era lì a dieci metri da me. niente guardie del corpo, c'eravamo solo noi ragazzi e una cifra di vecchie.
ricordo che una delle cose che più mi sconvolse fu il fatto che il punto esatto in cui c'era il papa (no dico, il papa, cazzo, mica uno qualsiasi. cioè, il ponte tra dio e l'uomo. pazzesco) era abitualmente utilizzato da un manipolo di merdosissimi senzaddio per compiere azioni che la chiesa di roma condanna con sdegno e terrore. e alcune di quelle cose le condanna pure lo stato.
e dove abitualmente noi ci si dedicava agli aspetti più aberranti della paganità c'era l'uomo che lo spirito santo ci aveva assegnato come guida spirituale. sono convinto che il vecchio karol, che era uomo di mondo, uno po' lo sapeva tutto questo.
in tutto ciò, quando vediamo don isidoro accanto al papa ci rendiamo conto che l'accostamento tra le due figure è esilarante, un po' come un film i cui protagonisti sono pino quartullo e al pacino. uguale. uno zozzone e un professionista. da scompisciarsi. e in effetti un po' per quell'accostamento assurdo un po' per l'affetto per don isidoro e un po' perchè eravamo dei dissipati, saliamo tutti in piedi sulle sedie di legno e cominciamo a saltellare facendo cori da stadio inneggianti alla figura di don isidoro. il papa si tagliava dalle risate, don isidoro si vergognava di noi, noi ci vergognavamo di don isidoro, e le vecchie probabilmente pregavano. però ci volevamo tutti bene. tutto questo finchè un nostro amico, tal Teschio (santo subito), siccome s'era fatto troppe canne, per il troppo saltellare sulle sedie ha cominciato a vomitare.
ora che ci penso, questo è il ricordo più trash che ho.
giovedì, aprile 21, 2005
è il numero dei commenti di questo blog.
è un numero del cazzo ma è pur sempre un numero.
così come questo è un blog del cazzo ma è pur sempre un blog.
pure se è giallo.
niente più commenti, da oggi. così, per una serie di motivi futili e puerili.
tipo che sono spocchioso e snob e, per dire, disprezzo la quasi totalità della gente che conosco.
me compreso, tra l'altro.
e così facendo sublimo il mio nichilismo molto di più che andando in giro con una marmotta al guinzaglio.
e poi mi si nota di più.
e poi se proprio qualcuno vuole scassarmi la minchia può farlo lo stesso in altri modi
e poi se mi rompo le palle a stare qui da solo magari li rimetto.
e poi cazzo, perdere col siena
e poi boh.
lunedì, aprile 18, 2005
- il termine conclave deriva dal fatto che nel mesozoico i cardinali che dovevano eleggere il loro padre spirituale usavano sostenere il proprio candidato utilizzando delle armi primitive costituite da un grosso bastone nodoso, con una estremità di dimensioni maggiori.
- secondo alcune usanze aziendali, per impedire l'accesso a splinder ad alcuni blogger dalle dubbie abitudini alimentari sarebbe necessario fuorviare fornendo false indicazioni.
- secondo alcuni documenti il celebre traforo del monte bianco fu originariamente concepito da alcuni galleristi come luogo in cui esporre le loro opere d'arte. solo successivamente ci si rese conto che poteva essere utilizzato come corridoio di collegamento tra italia e francia.
- in alcune civiltà orientali la donna che indossa un copricapo costituito da una lunga fascia di seta avvolta in più giri attorno alla testa viene considerata conturbante
venerdì, aprile 15, 2005
nella mia stanza c'è una vespa grande più o meno come una noce di cocco.
ma potrebbe essere pure un melone.
è una di quelle vespe (o api, boh) enormi e doppie. fisicamente, intendo.
è maleducata da morire, di quelle che se le tiri una ciabatta te la ritirano, emette rumori fastidiosissimi quando svolazza attorno a me.
e mi irride spocchiosa, forte della sua evidente superiorità.
ogni tanto si avvicina e mi tocca. prima mi ha scroccato una sigaretta
preferirei condividere la stanza con un topo di sessanta chili piuttosto che con questa merda.
questo potrebbe essere il mio ultimo post, a breve uno shock anafilattico mi finirà. o in alternativa un infarto.
valgo meno di un'ape.
addio
AGGIORNAMENTO:
tentativo n.1:
spegnere la luce e andare fuori a fumare. fallito, torno ed è sempre lì, anzi, sono tornato e l'ho trovata al computer che scriveva un post su splinder
tentativo n.2:
un collega evidentemente molto più virile di me ha tentato di farla fuori inondandola di spic&span. fallto. l'ammoniaca dello spic&span gli fa una pippa, finita la doccia ci ha chiesto un asciugamano i il phon
tentativo n.3:
il collega molto più virile di me ha costruito una fionda rudimentale e ha cominciato a prenderla a fiondate. le prime due (violentissime) l'hanno solo stordita. alla terza fiondata ha stirato le zampe.
era una vespa buona. santa subito.
martedì, aprile 12, 2005
ebbene, a noi maschietti si forma sempre un rimasuglio di cotone proveniente dal tessuto della maglietta che poi va a trovare dignitosa e stabile posizione in quella misteriosa e ospitalissima concavità che taluni definiscono "ombelico". non a tutti i maschietti ma alla maggioranza di noi (cioè, credo che a brad pitt questo non capita, per dire, ma a benicio del toro sicuramente sì), credo sia dovuto alla presenza di peli e al loro contatto col tessuto dell'indumento che, prolungandosi nel tempo, tende a ledere l'indumento stesso, perchè invece alle ragazze non capita. o almeno non a tutte le ragazze (ma per esempio, secondo me susy blady ci ha un ombelico empio di rimasugli, mentre quello di ilary blasi profuma di vaniglia).
è un dato di fatto, ogni sera c'è un nuovo batuffolo di cotone nel nostro ombelico, è una fottuta realtà di fronte alla quale i nostri culi devono essere realisti, che ci piaccia o no.
ora io mi rendo conto che questo fenomeno sia inevitabile e lo accetto con serenità d'animo, anche perchè, inutile negarlo, ogni batuffolo è una nuova avventura da condividere col prossimo con letizia, gioia e spensieratezza. certo.
ma a volte, quando sono solo con me stesso, mi chiedo come sia possibile che i nostri amici peli, ogni fottuto giorno che il buon dio ci regala, strappano alle nostre magliette un po' della loro matericità.
ogni dannatissimo giorno un pezzo delle nostre maledette magliette va a farsi fottere.
è una fottuta realtà di fronte alla quale i nostri culi devono essere realisti.
l'ho già detto.
e considerando che a me una maglietta dura in media 15 anni mi chiedo come diavolo sia possibile che le mie magliette non siano lise sull'area che ricopre la panza ma conservano miracolosamente una consistenza uniforme in tutto la loro superficie.
e allora piango.
poi, talvolta penso che chi ha i peli sulla schiena dovrebbe subire lo stesso fenomeno anche di dietro, ma siccome dietro non c'è nessun ombelico mi chiedo dove va a finire relativo il batuffolo.
però, quelle volte lì non piango.
altro che le vostre stronzate.
lunedì, aprile 11, 2005
(attenzione: è un racconto di pura fantasia)
sono in un pub pidocchioso a bere robusto e a mangiare roba fuori luogo.
porto le mie chiappe di fuori per fumare, insieme a una tipa che dispone di una quantità di paia di scarpe fuori da ogni logica.
fuori piove per cui ce ne stiamo tutti sotto la tettoia del locale a fumare. culo a culo.
finchè, sotto la tettoia dei fumatori, giunge un tipo abbastanza calvo in compagnia di una swedish.
il tipo ha un aspetto mediocre al di là della pochezza sovracutanea, mentre la swedish è una pupa da sballo. sicchè che il tipo abbastanza calvo si mette a fare il brillantone e per risultare fico con la swedish coinvolge tutti noi fumatori in un aneddoto che ritiene esilarante. invece faceva schifo, tipo questo, più o meno.
io faccio per rientrare nel locale e lui con espressione da animatore valtur mi dice "no amico, aspetta che finisco di raccontare questa cosa, è divertentissima e fa riflettere, ah ah ah, sentirai che roba, ahahah. cherrisàte".
sorrido e dico "va bene dai, amico" mentre la tipa con cui ero uscito probabilmente pensava alle sue scarpe e la swedish pensava a weah.
il tizio abbastanza calvo continua nel suo aneddoto che, va detto, era veramente una merda, forse ancora peggio di questo.
resisto altri trenta secondi e poi lo interrompo con un'amichevole pacca sulla spalla, gli sorrido, e subito prima di aprire la porta del locale gli dico "... ... ... ciao!".
se credete potete chiamarmi snake
domenica, aprile 10, 2005
- un fine settimana piovoso non ha motivo di esistere
- non per portare sfiga, ma se per caso dovesse morire il camerlengo, si rifa prima il papa o il camerlengo?
- i saponi liquidi non sono tutti uguali, a quanto mi si dice. ma volendo a tutto c'è rimedio. volendo.
- ho bisogno di questo: roma, barcelona, tappa pirenaica (pau-luchon con il col d'aubisque e il col du torumalet), donostia, bilbo, asturie. ne ho un dannatissimo bisogno.
- c'è una tipa che attualmente dispone di più scarpe di quante io ne abbia mai avute in tutta la mia vita (trad. c'è una tipa, punto)
- col d'aubisque.
venerdì, aprile 08, 2005

tu ovviamente sei il grande cazzone, e loro due ai tuoi fianchi sono le tue palle.
ci sono due tipi di palle: palle quadrate e toste e poi le palline mosce da finocchio.
vedi, i cazzoni vanno dritti e ci vedono chiaro, ma non sono intelligenti
sentono odore di passera, e vogliono mettersi a giocare.
e tu credevi di aver fiutato una bella passera, e ti sei tirato dietro anche quelle due palline mosce da finocchio per divertimento.
però hai fregato in pieno i tuoi compagni
non c'è passera qui, solo sifilide.
rimpiangerete di non essere nati donne.
da bravo cazzone, se ci pensi ti ammosci, cominci a rattrappirti.
e le tue palline si rattrappiscono insieme a te.
il fatto che ci sia REPLICA sul fianco delle vostre pistole
e che invece ci sia DESERT EAGLE .50 sul fianco della mia
dovrebbe precipitare
di colpo te e le tue palle
ne tuo buco nero.
andate.
a farvi fottere
mercoledì, aprile 06, 2005
la protezione civile ha scritto anche a me:
<ju', sei una testa di cazzo>
i funerali del papa si svolgeranno venerdì.
non sabato, che la gente non lavora e quindi se ne può uscire da roma. no, venerdì. vabbè.
e allora ci saranno 200 personaggioni e forse pure fidel, e un paio di milioni di preghini che arriverà da ogni dove.
bene, roma è città ospitale e tollerante. no problem. pure se era meio sabato.
allora ieri vedevo il telegiornale e sento questa notizia:
i due milioni di preghini stimati verranno fermati in tre (3) enormi aree alle porte di roma. da lì prenderanno i mezzi, andranno a piedi, etici etici etici.
una delle tre (3) aree enormi in cui arriveranno duemilionifrattotre= 650.000 preghini è una zona fichissima alle porte dell'urbe dove non c'è praticamente un cazzo di niente e quindi non daranno fastidio a nessuno, i preghini.
la notizia tuttavia è inesatta: i preghini invero daranno fastidio solo a un coglione che è l'unico al mondo a lavorare lì
invito tutti a indovinare chi è l'unico coglione al mondo che venerdì dovrà fronteggiare 650.000 preghini.
lunedì, aprile 04, 2005
mi sa che stavolta te la vai a pia 'n saccoccia

(sisi, lo so, fede con le bandierine, il manifesto con bush&kerry, sisi)
AGGIORNAMENTO:
senza "mi sa". te la pii nder culo. stacce.
venerdì, aprile 01, 2005
ROMA - i medici italiani sono i meno competenti d'europa. questo, secondo l'ISTAT è il risultato di un'indagine che ha messo in luce l'inadeguatezza professionale di moltissimi medici italiani. alcuni medici, appresa la notizia dal reparto di radiologia, si sono proposti di smentirla e hanno organizzato un corteo di protesta che avrà inizio dalla sala parto del policlinico "umberto I".
BRUXELLES - anche il belgio apre ai matrmoni misti con una legge varata a sorpresa nella serata di ieri. la prima cerimonia celebrata ha unito in matrimonio un uomo nativo di gent con piatto di portata di forma ovale
PERUGIA - un'operazione di polizia ha sgominato una banda di usurai nel capoluogo umbro. gli usurai, che prestavano denaro a interessi altissimi, gestivano un giro d'affari enorme nel loro quartier generale, un bar del centro di perugia, e le operazioni finanziarie avvenivano nei pressi del bancone.
ROMA - l'interruzione della campagna elettorale da parte di entrambi gli schieramente ha provocato dubbi negli elettori tanto che, nel corso delle ore siè diffusa la notizia che le prossime elezioni regionali potrebbero essere addirittura rimandate. per smentire queste voci i ministro degli interni pisanu ha dichiarato che le "elezioni regionali si svolgeranno regolarmente". visto il clamore suscitato da tali dichiarazione, il ministro ha poi specificato che con "regolarmente" intendeva dire che le elezioni si svolgeranno lo stesso.
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