mercoledì, marzo 30, 2005

AI BLOGGER (post sul gatorade)

caro amico,
è tanto tempo che ti leggo, mi sembra quasi di conoscerti come un fratello.
ti voglio bene e non riesco quasi a immaginare la mia vita senza la compagnia che mi fanno quotidianamente i tuoi scritti.
quest'ultimo periodo è stato molto difficile per te, lo so.
ho letto di come è finita la tua storia d'amore, ho letto di quanto hai sofferto e di quanto hai faticato per ristabilire l'equilibrio dentro di te.
mi ricordo di quando scrivesti delle tue difficoltà al lavoro.
ho ancora negli occhi le parole che scrivesti per descrivere il tuo disagio giovanile.
mi ricordo bene i tuoi sfoghi per questioni apparentemente marginali, ma che fanno parte della vita di tutti i giorni.
oh sì, me lo ricordo.
e ho imparato a conoscere i tuoi problemi, le tue paure, le tue difficoltà.
ho imparato molto da te e ti sono riconoscente.
sento di dovermi sdebitare, cercando finalmente di essere me stesso, cercando di aprire il mio cuore con te, adesso.
ti dirò una cosa che non ho mai avuto la forza di dire, e ora quel coraggio ce l'ho grazie a te:
 
non glie ne frega un cazzo a nessuno delle tue menate.
un cazzo di niente.
giuro.

 

(disclaimer: no dai, scherzo)

postato da junior alle 13:23 | link | commenti (105)
martedì, marzo 29, 2005

BAR CHE MI HANNO CONOSCIUTO

bar ormaetxe, c|la torre, 4 - bilbo

quando sono stato a bilbao ho passato più tempo dentro ai bar che fuori per strada. questo un po' in tutti i paesi baschi in generale, più o meno. perchè in quei postacci pidocchiosi riuscivamo a conoscere gente e a parlarci dei cazzi loro
che sono signori cazzi.
una sera succede che l'allegra compagine si divide, trovandoci nella irripetibile situazione in cui si pernottava addirittura in una specie di albergo e non in campeggio o in macchina, chi aveva da somministrare il dolce su e giù a imprecisate devochke si apprestò a farlo. noialtri tre stronzi invece decidemmo che quella sera avremmo battuto tutti, e quando dico tutti intendo proprio tutti, i locali del centro di bilbao.
e così col passare delle ore si entra e si esce dai bar/pub/locande/ritrovi merdosissimi di baschi con velocità e astuzia. una cerveza e via, un whiskaccio e via, un vino tinto e via, giusto il tempo di ordinare, pagare e già eravamo fuori.
in ultimo lasciamo quello che sembrava il posto più brutto.
era una specie di pub fichetto, non era attraente perchè non c'erano appesi alle pareti i manifesti con i desaparecidos arrestati dal governo spagnolo nè  QUESTA immagine. era pulito, non c'erano schifosi al banco ma gente pettinata.
per cui lo saltammo a piè pari. però quando si fanno le tre è l'unico in cui non siamo stati ed è anche l'unico ancora aperto. entriamo.
invece era il bar ormaetxe.
il gestore, tal axier, che dio lo preservi, ci dice che per legge deve chiudere, ma se vogliamo possiamo rimanere dentro a bere, l'importante, dice, è che alle tre si chiude e non entri più nessuno. solo una cervezita, e poi ce ne andiamo a vomitare in albergo, diciamo noi, e così sia.
siamo lì al bancone a discutere di minchiate e a bere la nostra san miguel mentre axier pulisce il suo localino fichetto. siccome eravamo morbidamente brilli, quando lo stereo diffonde "el pueblo unido jamas sera vencido" tutti i più malenchi peli del nostro intero plotto si drizzarono dall'emozione e dedicammo un brindisi ad axier e al pueblo unido.
e pure lui si emoziona.
io e Figuro Bassissimo finiamo la nostra birra, Uomo Con la Borsa la sta per finire quando, con un movimento scoordinato del braccio, rovescia quel poco di san miguel che gli rimaneva sul bancone. costernati porgiamo le nostre scuse al buon axier che esclama qualcosa tipo "cazzo, la tua birra!" però in basco, e ci riempie tutti e tre i boccali fino all'orlo. evviva. si versa da bere e si siede con noi e parliamo di cose che ci piacciono per un lasso di tempo tendente a infinito. nel frattempo ci riempie il boccale una decina di volte, alternando ogni tanto con un rhum invecchiatissimo che tiene nascosto sotto al bancone. quando decidiamo che è il caso di andare è giorno, e per strada ci sono già le vecchie con le sporte e i vecchi col gilet nero, il basco e il bastone da passeggio. Axier non vuole soldi da noi, minaccia violenza se continuiamo a offrirgli del denaro. ci ha versato quantità esagerata di nettare e ritiene che noi siamo suoi ospiti ed è offensivo il nostro desiderio di pagare, nemmeno la prima birra. mentre è distratto gli lasciamo una ventina di euro sotto una spugnetta di nascosto e ce ne torniamo a casa. felici.

io voglio tornare a bilbo.

postato da junior alle 11:58 | link | commenti (37)
giovedì, marzo 24, 2005

PROPOSITI

il mio unico motivo di esistere oggi è riuscire a inserire nei discorsi che farò le seguenti espressioni

- tirare i remi in barca
- mangiare la foglia
- tieni a bada la tua amichetta
- andare in brodo di giuggiole
- scavare i tunnel con l'attrezzo
- er probblema daa roma è 'r scentrocampo
- mi dispiace non posso darti questa cazzo di informazione
- ho male al gulliver
- senti che pacco
- non mi servi a molto, da vivo
- quando getto un osso a un cane non mi interessa sapere se è buono

già.

postato da junior alle 13:00 | link | commenti (64)
martedì, marzo 22, 2005

SOLO A ROMA

un idiota si trova in uno stato di quiete su un qualsiasi marciapiede romano.
gli si avvicina un ceffo mai visto prima che senza essere stato interpellato, nè degnato di nessuna attenzione, intavola una conversazione che verte su una sua recente esperienza, peraltro molto intima, con una femmina che, a suo dire, si distingueva per l'eleganza delle sue fattezze ma anche per una grandiosa preparazione atletica oltre che per un bagaglio tecnico di livello internazionale.
il tutto avviene sottoforma di monologo, senza che l'idiota abbia mai aperto bocca. evidentemente questo tal ceffo ha bisogno di comunicare a chiccessia questa sua esperienza.
il monologo del ceffo termina così:

...alla fine lei me fa "aò ma lo sai che pe avecce quarant'anni je l'ammolli?"
e io je c'ho risposto "see. perchè te invece me la regali"... aò questo è er mio
(riferendosi a un autobus, ndj), te saluto.

e così come è apparso dal nulla, senza nessun motivo, è sparito nel nulla, senza nessun motivo.

postato da junior alle 12:44 | link | commenti (32)
lunedì, marzo 21, 2005

NEVE PERENNE

esiste uno strano fenomeno per cui dovunque io vada riesco sempre a trovare la neve. è un fenomeno abbastanza stupido, considerando che vivo a roma.
secondo me tutto è dovuto al fatto che l'ultima volta che sono andato a sciare, ormai diversi anni fa, alla prima discesa mi si è aperto lo scarpone sinistro in due, probabilmente perchè non sono riuscito a modulare l'immane potenza dei quadricipiti femorali e non, come qualche sprovveduto ha timidamente sostenuto, perchè l'aspetto tecnico più significativo dei miei scarponi era il colore arancione. in ogni caso sciare era la mia passione, il mio modello di vita era Michael von Grünigen al punto che mi feci crescere i baffi come se fosse una cosa sensata, farsi crescere i baffi. quel guasto tecnico quel giorno mi abbattè al punto che lasciai tutti alle piste e mi adagiai inerme sulla neve dalla mattina fino alla chiusura degli impianti ad aspettare la morte, senza tuttavia rinunciare a qualche decina di panini con la scamorza e cose così. alla chiusura degli impianti volevo rimanere lì, in realtà volevo rimanere lì per sempre, immobile, a farmi camminare qualche insetto sulla faccia in attesa del momento in cui mi sarei sciolto insieme alla neve, consapevole dell'inutilità di una vita di chi è in possesso di uno scarpone arancione più due metà di scarpone arancione, ma qualcuno mi convinse a fare ritorno alla città eterna, non tanto perchè avesse a cuore la mia vita, quanto perchè era in macchina con me, presumo.
in ogni caso da allora non ho mai più sciato. tornai a casa e non ebbi neanche la voglia di scendere in cantina a posare gli sci che, tra l'altro, sono ancora appoggiati dietro la porta della mia stanza da allora in tutto il loro giallore.
allora penso che questa mia rinuncia improvvisa alla neve mi porta a finire in luoghi innevatissimi nonostante clima e posizione geografica.
a volte questo fenomeno è intimamente voluto e consapevole, tipo che io sono in moto, magari a comprare le sigarette, e all'orizzonte vedo un cocuzzolo innevato e penso dentro di me "pensa che ficata essere lì, ora", e poi dopo un'ora finisce che mi trovo lì a dire "ficata" nonostante trovarsi in moto in un ambiente innevato sia una delle cose più stupide che un essere umano può fare, dopo avere un blog o essere della roma. altre volte invece il tutto succede per uno strano disegno del delfino, per cui io sono in moto con un amico e principalmente ci si lamente per il caldo africano. poi ci si divide e lui torna a roma mentre io continuo a sprecare la mia vita su due (bellissime) ruote e 40 metri dopo il bivio che ci ha separato c'è un tunnel e dopo quel tunnel c'è la finlandia.
così, su una pianura laziale in primavera. c'è la finlandia.
clima tipico di dakar e il paesaggio tipico di jyväskylä, con le sue bettulle sottoforma di pini marittimi e la neve soffice e invitante.
su cui è stato un privilegio disegnare un tribale di pipì
postato da junior alle 11:53 | link | commenti (48)
giovedì, marzo 17, 2005

INDOVINELLO

è una radiosa mattina di quasi-primavera, un uomo che ha un blog giallo si sta dirigendo alacremente al lavoro ma lungo il percorso una pattuglia di uomini in divisa impone all'uomo dal blog giallo una sosta.
l'uomo in divisa chiede con fermezza all'uomo dal blog giallo di poter avere accesso ai documenti, suoi e della di lui automobile. l'uomo dal blog giallo fornisce all'uomo in divisa la documentazione richiesta, poscia impugna una bionda camel dal suo pacchetto, la accende e comincia a pensare.
cosa pensa l'uomo dal blog giallo durante quell'interminabile attesa?

1. "minchia ma oggi chi cazzo circolava, pari o dispari? boh"
2. "che poi chissà se ho una targa pari o una targa dispari, boh"
3. "quando ieri a valle giulia avete fatto a botte / coi poliziotti, / io simpatizzavo per i poliziotti / perché i poliziotti sono figli di poveri"
4. "mmm, il verdoone.."
5. "devo ricordarmi di parlare all'ingegnere che viene oggi della nuova soluzione per il sun deck"
6.  "pappa para para pappa ppara"
7. alla patonza

postato da junior alle 13:40 | link | commenti (44)
martedì, marzo 15, 2005

VERD-1


amico S. - mi sa che mi cambio la moto, che ne pensi del  kawasaki zrx1200 ?
junior - dappaura!
S - non so, non sono convinto, è concettualmente vecchia, ha sospensioni vecchie, un telaio vecchio, quattro cilindri coi carburatori...
J - nono è fichissima! fatti il verdone cazzo!
S - ..poi è enorme, è scomoda da usare in città...
J - verdone!!!
S - ..consuma tantissimo..
J - ver-do-ne! ver-do-ne!! ver-do-ne!!!
S - ..pesa 230 kg, è pesantissima e lunghissima...
J - verdone.
S - dai facciamoci il verdone.
postato da junior alle 23:06 | link | commenti (37)

MAPPERO'

si stava meio
quando che si stava peggio

postato da junior alle 13:38 | link | commenti (27)
domenica, marzo 13, 2005

DIOBONO

ho passato l'ultima settimana a riversare su hard disk la discoteca di senior, complice il Male Incurabile e Oscuro che, pur rimanedo Oscuro è inspiegabilmente svanito senza nessuna spiegazione. misteri della natura.
dovrei essere più o meno a metà, il che significa che ho riversato un migliaio di cd e me ne mancano atrettanti, e ho 80 giga di disco pieni, mò non so come cazzo fare. forse mi comprerò una casa nuova con dentro un pc più capiente, mi sembra la soluzione più semplice
il punto, però, è che fuori, mi si dice si siano susseguite giornate di primavera e tutti si sono divertiti mentre io mi sono fatto due palle così oltre a smocciolare su un maglione bruttissimo che non mi sono cambiato per una settimana.
questo per dire che i due pensieri più ricorrenti in questi giorni sono stati: "diocane" e "diobono"
ho anche riflettuto sui concetti di "diobono" e "diocane" e ho pensato che se invece di essere italiano fossi stato inglese avrei passato una settimana a pensare "godgood" e goddog" e ho ritenuto che, tutto sommato, se fossi inglese sarei veramente un coglione.

AGGIORNAMENTO:
siccome sono un uomo della flaminia, un altro concetto che ho elaborato in questi giorni è stato "diocàro".
che non traduco per non fare pubblicità a una nota marca di pneumatici vendutissimi a capodanno, visto che io monto pirelli diablo, cazzo.

postato da junior alle 18:19 | link | commenti (18)
venerdì, marzo 11, 2005

IO E WOLFY

Joseph Lange, attore e pittore, nonché cognato di Mozart (il più grande genio che il genere umano abbia mai conosciuto, ndJ)  scrisse:
«L'occasione in cui meno si sarebbe potuto riconoscere in Mozart il grand'uomo era proprio quando si stava occupando di un lavoro importante. Allora non solo parlava in modo caotico e confuso, ma intercalava anche battute spiritose di un genere a lui inabituale. Forse mascherava intenzionalmente per motivi imperscrutabili la sua tensione interiore dietro una esteriore frivolezza, oppure si dilettava di mettere in stridente contrasto le idee divine della sua musica con le più piatte banalità della vita quotidiana, e si compiaceva di una specie di autoironia. La perdita di contatto, causata dalla superprestazione intellettuale, viene compensata in altro modo, e proprio là dove il mondo esteriore meno lo desidera e meno se lo aspetta».

mio cognato dovrebbe dire lo stesso di me, ne sono convinto. sul serio.
se solo avessi un cognato...

postato da junior alle 03:34 | link | commenti (40)
mercoledì, marzo 09, 2005

LA TI-VIU'

ieri sera, complice una malattia sconosciuta e insensata che mi tiene in ostaggio da due giorni, me ne sono rimasto a casetta a vedere la ti-viù. (ah, la ti-viù, che ci da così tanto e chiede così poco..).
ho deciso che avrei visto una partita di calcio, per via del fatto che sono mesi che, mio malgrado, non riesco a vederne una come iddio comanda.
quello che mi capita ultimamente col calcio è buffo: immaginiamo che io sia un appassionato di teatro, ecco.
io me ne vado a teatro e mi ritrovo in una sala fatiscente in cui non si vede un cazzo, per non parlare dell'acustica, e vabbè.
poi capita che il più delle volte gli attori, mica attori qualsiasi eh, attori coi controcazzi con un cachet della madonna e straosannati da critica e appassionati, si dimenticano le battute oppure per la troppa emozione si ritrovano a scorreggiare nella pausa tra "essere o non essere" e "questo è il problema".
poi capita che il pubblico pagante, gente che ha l'abbonamento a teatro da una vita, di quelli al bar durante l'intervallo ordinano tramezzino e frittata, non gradendo non dico il livello di recitazione, ma che cazzo ne so, le convinzioni sull'aborto di un critico teatrale qualsiasi, decide di spaccare tutto il teatro perchè così, cazzo ne so. sieg heil.
poi succede che l'attore che fa amleto continua a recitare per giorni con un'energia pazzesca che ti chiedi come cazzo fa, visto che gli altri attori sono distrutti, e tra l'altro ti ricordi che un po' di tempo fa aveva vinto un premio internazionale di recitazione grazie a una commedia con degli attori olandesi che invece se la sono presa in saccoccia. che coglioni gli olandesi.
poi succede che amleto non muore ma anzi, spacca il culo a tutti in duemila pezzi perchè tipo il suggeritore era coperto da una comparsa e non ha visto, così si dice, che era al di là dei difensore. mica era in malafede, sono cose che capitano.
e allora, fatte tutte queste premesse, ieri sera mi sono visto una partita vera, fichissima.
e ho pensato "ma che cazzo!"
postato da junior alle 10:53 | link | commenti (77)
lunedì, marzo 07, 2005

DEI BAGNI PUBBLICI

perchè nei bagni pubblici c'è sempre il cartello con scritto "trattate questo bagno come se fosse quello di casa vostra"?
sarebbe molto più convincente se scrivessero "trattate questo bagno come se fosse quello di una tipa che vi piace che vi ha invitato a cena", allora sì che ci farei attenzione. accidenti.
invece, per dire, pochi (almeno tra quelli che frequento io) trattano il proprio bagno con particolare osservanza, intanto perchè il più delle volte viene pagata una schiava negra apposta per pulirlo e, a questo punto, sarebbe quantomeno sciocco pagare una tizia per pulire una cosa che poi non è nemmeno da pulire, oltre a configurarsi una chiara situazione di mobbing.
ma poi è casa mia, io a casa mia faccio come mi pare fino a prova contraria.
invero tutte questo considerazioni sui significati più profondi del cosmo sono dovute al fatto che alcuni brevi periodi fa sono stato in un bar a prendere un caffè e mentre aspettavo il mio caffè sono andato a fare due goccine di pipì nel bagno del bar.
assunta la posizione corretta di fronte all'apparecchio sanitario ho indotto con perfetta coordinazione il copioso flusso in direzione del punto centrale della superficie ricettiva investendo solo una piccola areola infinitesimale, producendomi anche in un'esecuzione impeccabile dal punto di vista stilistico.
ma però
trattandosi di getto copioso non solo dal punto di vista della portata, ma anche della durata, l'azione si è prolungata nel tempo provocando in me una fastidiosa sensazione di tedio che è aumentata col passare dei secondi e a cui ho cercato di porre rimedio osservando l'ambiente che ospitava la buona prestazione di cui mi stavo rendendo protagonista.
proprio osservando questo ambiente con vivo interesse ho scorto con la coda dell'occhio un cartello alle mie spalle e ho avidamente cercato di leggere le informazioni esposte. naturalmente sul cartello c'era scritto di usare quel bagno come se fosse il mio, ma è chiaro che per leggerne il contenuto mi sono dovuto produrre in una torsione del busto che ha compromesso l'esecuzione di un gesto tecnico che, fino a quel momento, poteva definirsi impeccabile.
secondo me se la sono cercata.

postato da junior alle 20:22 | link | commenti (43)
venerdì, marzo 04, 2005

I BAR CHE MI HANNO CONOSCIUTO

il greenbar (che poi si chiama garden bar, invero)

c'era una bar fichissimo all'eur, una volta. il suo nome era greenbar mi pare. stava di fronte al laghetto, all'altezza della stazione della metro.
questo bar aveva due caratteristiche: la prima è che era aperto tutta la notte, la seconda è che di fronte c'era un altro bar aperto tutta la notte frequentato da fichetti e guardie infami, che riduceva la clientela del greenbar a poche ma significative categorie: emarginati, travestiti tedeschi, storpi, poveri, puttane, vecchi, negri e junior.
davanti al bar delle guardie c'erano macchine fichissime in seconda fila e macchine della polizia in terza fila, e macchine pulitissime con le doppie frecce in cui una alcune fichette si truccavano mentre i loro amici prendevano il loro cappuccino.
davanti al greenbar c'era uno scarabeo senza sella, un cane che vomitava, e al massimo una uno diesel senza luci in cui un tizio si puliva i denti con le unghie mentre la puttana che si era caricato era dentro a comprare i kleenex. (è un'esperienza rivoltante essere in fila dietro a un travestito che si compra i kleenex, giuro. comunque sempre meglio dietro che davanti)
dentro, il greenbar, era una ficata: l'80% dell'arredamento era costituito da tutta una serie di scatoloni scoloriti di panettoni e altre merdate accatastati a formare loro stessi il mobilio. per non parlare della puzza.
l'attrazione principale del greenbar per me era la signora alla cassa: non so se qualcuno ha visto atto di forza, quando lui parte per marte travestito da vecchia, che poi si toglie la testa finta che in realtà era una bomba. ecco, il modello a cui si sono ispirati per fare quella faccia orribile era la signora del greenbar, assolutamente identica. una merda, così brutta che era sublime, un po' come tutto il bar, in fondo. un capolavoro di arte moderna, se il sergente istruttore Hartmann mi passa la battuta.
ecco, io quando finivo di sera dalle parti dell'eur mi andavo a comprare sempre un pacchetto di sigarette lì, poi magari andavo al bar dei fichetti se volevo un caffè, ma al greenbar ci passavo sempre: mi mettevo in fila con gli altri straccioni di merda che frequentavano quel posto, chiedevo le mie sigarette perdendomi incantato nel faccione della vecchia e poi insistevo per rimanere li fuori a fumare dieci minuti, se ero in compagnia, oppure mi mettevo al telefono col primo stronzo che trovavo in rubrica se ero solo, per vedere tutta quella gente che ci faceva lì e cosa chiedeva alla vecchia.
ficata.

postato da junior alle 15:57 | link | commenti (52)

A ME NON MI PIACETE

mica perchè siete i padroni, sai che mi frega
nemmeno perchè siete degli zozzoni ladri. maddechè, manco pe gnente
e nemmeno perchè vi siete fatti le pere truffando tutti per anni.
tutte cazzate
voi non mi piacete perchè siete brutti
ma brutti forte

postato da junior alle 00:51 | link | commenti (48)
mercoledì, marzo 02, 2005

VERNACOLIERE - LE RISA

sentite questa:
cirpo va al frigo e prende una salsiccia.
la mamma ni dice ma hai preso tu la salsiccia?
lui li risponde di no.
e invece era stato lui.
[le risa]

sentite quest'altra:
c'è un omino che va a farsi i capelli e quando esce un suo amico ni dice ti sei fatto i capelli?
e lui li risponde o non lo vedi?
[ih che risa!]

per oggi basta ridere

postato da junior alle 01:22 | link | commenti (43)