venerdì, dicembre 31, 2004

BOH

va a finire che l'anno si chiude così, pensavo ieri notte mentre chiudevo il pc dopo troppe ore di lavoro.
e domani si lavora lo stesso, fino all'ora di cena però
e invece stamattina mi sveglia amico S. con una telefonata che dimostra tutta la mia pochezza e mette a nudo la mia inesistente personalità
S: oh bella iu'
J: oh ciao amico S, ma che cazzo di ore sono?
S: mezzogiorno
J: storie
S: facciamo un giro in moto?
J: no amico S, devo lavora'
S: ma che te frega, dai andiamo. birretta a capranica?
J: non esiste, devo lavorare. non mi convinci
S: eddai, l'ultimo giretto dell'anno
J: no, se non lavoro oggi mi tocca lavorare a capodanno, non si può fare un giro domani? il primo giretto dell'anno prossimo
S: l'ultimo giro dell'anno oggi e il primo giro dell'anno domani, eh?
J: ok, m'hai convinto, tra mezzora in piazza

e così, prendo il mio  nuovo amico , la superpippo e via.
è una di quelle giornate dicembrine così belle che sei felice di essere romano, al sole fa caldo anche senza giacca. appena usciamo dall'autostrada la temperatura scende, ma scende parecchio. c'è la neve ai bordi della strada, e la cosa, per quanto affascinante sopratutto per un cittadino del cazzo come me, non è il massimo per chi va in moto. e fa freddo, michia se fa freddo. su una strada del cazzo, subito dopo una curva c'è una mucca enorme col suo vitellino. non stanno cacando, camminano, e camminano secondo il senso di marcia giusto. ho un po' paura a superarli perchè la mucca mi guarda brutto, come se fossi uno strano animale che si vuole montare il suo figliolo. io me lo magnerei il suo figliolo.
arrivati a capranica prenestina mi consolo constatando che non siamo gli unici due cretini che hanno preso la moto oggi. facciamo colazione: un pezzo di pizza, una peroni troppo fredda e un amaro. non so se mi fa bene ma mi scalda.
fumiamo e parliamo delle nostre cazzate guardando i monti coi cocuzzoli bianchi al di là della vallata. si sente puzza di neve, brace e merda di mucca e si sta bene. che fortuna essere lì.
c'è un barista che pare un pugile a fine carriera. è ubriaco e dice un sacco di cazzate, ci fa gli auguri un sacco di volte e come si muove fa cadere qualcosa, bestemmia e bofonchia da solo cose tipo "oh, bada, attenzione oh"
poi entra un ragazzino per comprare un ovetto kinder e lo copre di insulti bonariamente.
io sogno una casa lì, di pietra. solo un camino, un letto e una finestra che incornicia i monti.
e invece sono già a roma
ma vaffanculo va























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giovedì, dicembre 30, 2004

COSE CHE SUCCEDONO

(a un cretino)

si è sotto casa di L con B dopo una serata passata a pasteggiare e a discettare di cose come se niente fosse
siamo sotto il portone e constatiamo l'arrivo del di lei fidanZato, accompagnato da una serie di personaggi e personagge non meglio definiti.
ci si saluta allegramente e si discute di cose di cui normalmente chiunque discute, tipo caschi, pneumatici a mescola mista, o cose che possono ingoiare i cani.
è proprio in quel momento che dalla macchina sortono altre due ragazze e si dirigono verso di noi, probabilmente attratte dai succosi argomenti della conversazione da noi stronzi intavolata.
ora, il succo è questo: una delle due tipe la conosco e la saluto, l'altra no e mi presento.
o almeno credevo di non conoscerla, fino al momento in cui non le ho stretto la mano dicendo che il mio nome è Propilei, Junior Propilei.
colta una sottile espressione contrariata sul suo viso le chiedo "ma perchè, ci conosciamo già?"
la risposta, di più e più voci, è stata "sì"
ora, non che io voglia sostenere per forza il ruolo di quello che è cosi superfico che non si ricorda dei numerosi inferiori che si presentano al suo cospetto adoranti, il fatto è che proprio non mi ricordavo, e siccome non riesco a fingere di ricordarmi qualcosa, ho insistito argomentando che invece no, non ci conoscevamo.
invece lei, e con lei tutti gli altri, mi hanno assicurato che invece sì, abbiamo passato addirittura una giornata insieme intera.
l'arcano comincia a svelarsi, le chiedo
"per cui io e te ci siamo conosciuti quella volta là, a casa di quello là, quel giorno là?"
"sisi" mi risponde visibilmente attratta dalla mia elegante gestualità"
"ah, per cui noi abbiamo passato una giornata al mare" chiedo cercando conferma
"si! eravamo gli stessi che siamo ora, tra l'altro" aggiunge malcelando una forte approvazione per la mia folta e curata capigliatura e per la nobile foggia delle buste di immondizia che stringevo in pugno
"ahhhh certo, come no" esclamo orgoglioso
"forse non mi riconoscevi perchè l'altra volta ero in costume e ora ho un cappotto" suggerisce
"ma infatti!" chioso
e poi, purtroppo, aggiungo "si, effettivamente ora che ci penso mi ti ricordavo un po' meglio"

simpatico, forse
ma cretino






















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martedì, dicembre 28, 2004

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

speciale automobilismo

- alcune autovetture sono dotate di un dispositivo che facilita l'incastro degli ingranaggi attraverso l'utilizzo di una particolare conifera di dimensioni esagerate: il pignone. tra le tante auto, ne fa uso anche l'automobile della regina d'inghilterra, utilizzata per le parate ufficiali, montato su una speciale corona corona tempestata di pietre preziose

- nei primi anni del secolo si era soliti disegnare con una speciale vernice dei grandi occhi sul manto stradale in corrispondenza delgi incroci per facilitare agli utenti della strada il riconoscimento del ciglio stradale

- il ragionier mario nardini, nativo di montenero di bisaccia, si è visto sottrarre un punto dalla sua patente per uso improprio dei fari. la polstrada, infatti, lo ha sorpreso mentre cercava di utilizzare un anabbagliante come fruttiera durante un picnic con la famiglia

- il principato di monaco può vantare il sistema stradale più lussuoso d'europa. tuttavia le eleganti e raffinate intersezioni a raso, fiore all'occhiello della politica stradale monegasca, hanno causato molti incidenti per via del fondo stradale scivoloso

- secondo alcuni esperti la pratica del tennis tende a peggiorare le capacità di guida. è stato infatti dimostato che i tennisti si trovano estremamente a disagio nelle curve a gomito

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venerdì, dicembre 24, 2004

EHI TU

sì, proprio tu
tu che oggi non lavori, che magari ti sei svegliato da poco e ti prepari a una gioiosa vigilia di natale con l'animo lieto.
e anche tu, che magari sei al lavoro ma almeno il sistema di riscaldamento funziona e manda aria calda e inodore invece che aria ghiacciata con una fragranza natalizia alla fogna.
e anche tu, che hai ancora tutti i capelli in testa
in questo giorno speciale mi premeva rendervi partecipi dei miei sentimenti più puri.
ve lo devo dire


li mortacci vostra. de core







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mercoledì, dicembre 22, 2004

OPS

è sparito un post.
dimme te


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lunedì, dicembre 20, 2004

MY TWO CENTS

- se uno va a riccione si aspetta come minimo di incontrare angelo branduardi, o al limite valderrama. è logico no?

- uinnidepù ha francamente scassato la minchia. lo dico con serena fermezza

- da oggi voglio andarmene in giro con una marmotta al guinzaglio e affermare che non credo in niente, a parte l'assenzio

- offro un caffè a chiunque mi dica cosa evoca l'affermazione "sabato 18"

- sta arrivando il NATALE

(dimenticavo: che ce frega della fregna se c'è totti che ce segna)

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giovedì, dicembre 16, 2004

FORSE NON TUTTI SANNO CHE... again

- molti pescatori affermano che alcuni tipi di pesce possono presentare dei gonfiori probabilmente dovuti alla fatica che il pesce compierebbe per resistere alla forza impressa dalle reti da pesca. la specie più colpita da questa strana patologia sembra essere la cernia

- uno dei servizi meno conosciuti dell'automobile club italiano ha come scopo il corretto uso dei termini automobilistici per favorire la chiarezza nel rapporto tra automobilista in panne e soccorso stradale. tuttavia, pur rappresentando uno dei rami originari dell'associazione, il servizio, che risponde il nome di "accademia del cruscotto" non ha mai raggiunto il favore del grande pubblico

- presso i mastri falegnami del centro italia esiste una legge non scritta per cui non è permesso lavorare gli alberi nella loro interezza. a causa di un'antica tradizione dalle origini misteriose, infatti, i tronchi devono essere tagliati a metà.

- presso una comunità autonoma della val d'aosta è stata approvata una legge che regola l'attività edilizia pubblica con norme e prescrizioni. una di queste è l'imposizione di particolari tecnologie per gli ospedali psichiatrici che, tra le altre cose, devono essere costruiti in mattoni.

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mercoledì, dicembre 15, 2004

IL PROBLEMA IRRISOLVIBILE DELL'ANNO

metà dicembre è il periodo in cui si assegnano i due riconoscimenti più attesi dell'anno: da un lato il pallone d'oro, che fransfutbòl assegna al miglior calciatore dell'anno solare, dall'altro il premio che l'informatico del mio studio assegna al più sfigato del suo ambito lavorativo: il problema irrisolvibile dell'anno.
e cosi, proprio in extremis, quando il premio era già nelle mani di un tizio qualsiasi la mia candidatura si è imposta con autorevolezza spazzando in un sol colpo tutti gli avversari. problema irrisolvibile, non ci sono cazzi. ho una dannata di chiavetta da un giga che qualsiasi pc del mondo legge tranne il mio. nello stesso tempo il mio pc legge tutte le chiavette del mondo tranne questa. che però a differenza di tutte le altre chiavette del mondo ha tre particolarità:
1) è la mia chiavetta
2) ho donato un rene per comprarla
3) dentro c'è la colonna sonora di the snatch

i media gongolano, ricevo centinaia di telefonate, richieste di interviste, lettere di ammiratori e email di insulti, costanzo mi ha proposto una serata ed è già in fase di stampa il nuovo libro "le barzellette di junior" identico a "le barzellette di totti" in tutto e per tutto tranne che per il fatto che ci sono delle pecette con scritto "junior" a matita sopra ogni scritta "totti", i cui proventi saranno devoluti interamente all' ASSIRRA (Associazione Società Sportive Ingenuamente Raggirate da Riccardo Agricola)





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lunedì, dicembre 13, 2004

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

- secondo un'antica tradizione per fare un ottimo pesto alla genovese non ci si deve presentare ai fornelli in maniera distratta o con atteggiamenti svagati ma, al contrario, occorre essere pignoli

- il termine "essenza" con cui vengono chiamate quelle minuscole bottigliette contenenti un paio di millilitri di liquido profumato sta ad indicare la reazione naturale di chi, venuto in possesso di una delle succitate boccette si sente dire che il liquido è molto poco ma al contempo molto forte. e pensa "si, ma è senza"

- alla fine del XIX secolo alcune famiglie esasperate dalle condizioni insopportabili del fatiscente condominio alla periferia di milano in cui un tirannico padrone di casa le costringeva a vivere decisero di abbandonare la città per fondarne una nuova, quella che noi oggi chiamiamo como, e prima di abbandonare il vecchio condominio lasciarono tutti i rubinetti aperti per fare l'ultimo dispetto al loro padrone di casa. è sulla base di questa leggenda che, per indicare uno spostamento verso le rive di uno specchio d'acqua, si usa il termine "allagare"

- il comune telefono potrebbe diventare uno strumento multifunzionale molto lontano dal primitivo apparecchio che permetteva solamente di comunicare con una persona lontana. secondo alcuni esperti, infatti, un domani potrebbe finalmente divenire quello per cui era stato inizialmente immaginato dal suo inventore: un apparecchio con cui potersi asciugare i capelli e contemporaneamente guardare un programma televisivo.

- in alcuni paesi della costa sudoccidentale degli stati uniti è in corso una fortissima competizione tra due imporanti catene di ristoranti al cui confronto la storica competizione tra pepsi e coca cola sembra una serena concorrenza. le due catene di ristoranti, che ormai monopolizzano le coste e gli stabilimenti balenari sono "the surf service" e "la tavola calda"

- secondo un'antica tradizione bulgara se prima di pubblicare un qualsivoglia scritto, l'autore passasse dieci minuti a cercare di pronunciare con scioltezza "surf service", senza peraltro esiti soddisfacenti, l'autore dovrebbe mantenere segreto questo insuccesso.

- alcune scuderie di formula1 hanno dovuto abbandonare il mondo delle corse a causa delle grandi difficoltà nel reperire nuovi treni di gomme per le loro monoposto. la causa di tali difficoltà è principalmente dovuta all'inadeguatezza di molte stazioni ferroviarie

 

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sabato, dicembre 11, 2004

RICOMINCIAMO

 

 

 

 

 

 



e allora è venerdì sera, sono tornato a casa presto perchè domani dopo tanto tempo si risale in moto.
dopo la stagione delle piogge e due mesi di fine settimana dedicati solo allo studio, peraltro con esiti incerti, finalmente un sabato (diurno) libero. non ho visto amico S. per più di un mese, e tra l'altro pare che lui in questo periodo se la sia passata peggio di me.
stasera non ci stavamo più dentro, sembrava la notte prima degli esami.
siamo così stupidi che abbiamo deciso di andare al lago di campotosto. no, dico da quelle parti abbiamo trovato la neve anche a giugno, figuriamoci che ci sarà ora che è metà dicembre, come minimo troveremo belzebù pronto ad abusare di noi in qualsiasi posizione.
e non ce ne frega niente, già lo sappiamo e nonostante ciò siamo eccitati come due frugoletti, pure se perderò la la funzionalità delle mie 21 terminazioni per congelamento per tutto il giorno, e pure se me la farò sotto in mezzo all'inferno per la paura di di scivolare sull'asfalto ghiacciato.
sai che cazzo me ne frega.
domani mi tolgo l'orologio e saluto la metropoli, domani vedrò le mucche e berrò una birra in cima al mondo guardando centinaia di ettari senza segni umani.
che ficata, domani posso urlare fortissimo.










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venerdì, dicembre 10, 2004

A∙M∙I∙C∙I

 

 

 

 

 

 


non so se qualcuno ha presente quei sei amici che passano le loro giornate in una caffetteria pidocchiosa e ciò nonostante hanno carriere sempre più invidiabili, si, quelli lì, quelli che vivono a manhattan e non hanno un cazzo di amico negro, quelli lì omofobici sempre terrorizzati di poter sembrare gay anche anche al loro migliore amico o a loro padre solo per aver stretto la mano a un uomo, quelli che ogni tanto organizzano una festa in casa e invitano una trentina di persone che non si sa come conoscono e con cui non parlano manco morti, quelli lì che ogni tanto si sposano tra loro e in prima fila al matrimonio c'è sempre il barista albino che normalmente trattano come l'ultimo degli stronzi. insomma non so se qualcuno ha presente.
ebbene, per qualche giorno ho immaginato che sarei diventato uno dei tre stronzi in foto, o una sintesi di loro tre.
quattro amici (più coniugi, conviventi e altre appendici parimenti inutili) potevano comprare un villino in un quartiere bellissimo, che un architetto daltonico avrebbe diviso lasciando il giardino e il terrazzo, enormi, in comune. in proporzione non costava nemmeno tantissimo..
per qualche giorno ho pensato che in futuro avrei lasciato la porta di casa sempre aperta, che senza uscire avrei passato un sacco di serate a casa dei miei amici, di quelli più vecchi che mi sono rimasti, di quelli che ho conosciuto quando ancora non fumavo, e ho detto tutto, quelli che mi hanno visto fare la maggior parte delle cazzate che ho fatto. che avrei avuto una sala hobby dove fare un'infinità di tornei a pro evolution soccer con un tizio che somiglia più a un capodoglio che a un uomo. una festa di condominio, con le case aperte e la gente che passa da un appartamento all'altro commentando che casa mia è molto meglio delle altre mentre qualcuno mi piscia nel vaso del basilico e un altro appoggia la birra sul notebook.
per qualche giorno è stato bello pensarlo






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giovedì, dicembre 09, 2004

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

- non più di qualche anno fa è stata scoperta una setta satanica proprio al centro di roma, le funzioni religiose avevano luogo in un appartamento all'incrocio tra via del babuino e via gesù e maria.

- alcuni scenziati ritengono che assumendo una sostanza alcolica estratta dai tuberi si potrebbe essere spinti a fare dell'umorismo banale e poco divertente

- nel 1842 robert sullivan, un agricoltore del north carolina noto ai più per la sua pignoleria, ha trovato un lago nel suo pagliaio

- per molti secoli l'economia mondiale è stata fortemente influenzata dalla posizione degli astri e il prezzo del bestiame e dei tessuti veniva stabilito dagli indici annuali delle due principali borse dell'epoca: la borsa maggiore e la borsa minore

- il più antico caso di sfruttamento del lavoro minorile risale all'età di pericle. secondo un dossier, infatti, sarebbe dimostrato che per la costruzione del tempietto di athena nike alle porte dell'acropoli di atene sarebbero stati impiegati decine di manovali minorenni per pochissime dracme al giorno

- è stato calcolato che se anche dovesse piovere per quattro mesi consecutivi la sardegna continuerebbe ad esere un'isola e non si trasformerebbe, come è logico supporre, in una poltrona di pelle

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martedì, dicembre 07, 2004

ORGOGLIO DALTONICO

il mondo libero lo deve sapere: alla luce di una lunga e meticolosa visita oculistica a cui sono stato testè sottoposto da un luminare co du palle così è emerso in maniera chiara e incontrovertibile che NON sono daltonico.
manco per un cazzo.
non lo sono fisicamente, almeno.
cioè, io a questo punto mi sento scientificamente confortato nell'affermare che alla base di alcune mie interpretazioni cromatiche non c'è, come alcuni millantatori avevano affermato, una insufficienza visiva, ma una precisa volontà che nasce da forti convinzioni di carattere sociale.
per cui affermo con forza che non riconosco alcuni colori, nel senso politico del termine.
"prugna" non è un colore, ma un prodotto della terra la cui utilità è limitata a funzioni corporali che non sto qui a descrivere
"celeste", "blu" e "azzurro" sono tre modi diversi per dire la stessa, inutile, cosa.
"porpora" è un colore tanto quanto "color can che fugge"
"terra di siena" e "mogano" sono solo termini eleganti per descrivere la popò
"fucsia" è una roba contronatura

in realtà tutta questa menata mi serviva solo a scoraggiare il lettore dalla lettura di quanto segue:
pocanzi sono sceso dalla moto e sono entrato in un bar mediamente affollato. nell'avvicinarmi al bancone mi sono fatto largo tra la folla facendo perno con le spalle finte della mia giacca di pelle che, e chi l'ha indossata lo saprà bene, protegge dagli urti violenti a discapito di un poco di sensibilità tattile.
ebbene, giunto al bancone, con una mano reggo il casco e con l'altra la tazzina e sorseggio il mio dannatissimo caffè.
poi succede che accanto a me c'è una ragazza, che a un certo punto si gira di scatto verso di me con un'espressione piena di odio e disprezzo. espressione a cui, peraltro, sono abbastanza abituato.
continua a guardarmi per qualche secondo e poi scoppia a ridere. e in fondo sono abbastanza abituato anche a quello.
io bevo il mio caffè, la guardo e non capisco un cazzo. inutile dire che anche a quello sono abituato, ma vabbè.
in ogni caso la tipa mi spiega che aveva sentito qualcosa insinuarsi tra le sue belle chiappette, ma proprio in profondità eh, e stava giusto per darmi un ceffone quando si è accorta che quello che stava cercando di penetrare tra i suoi vestiti non era la mia mano, ma la visiera del casco appeso al mio inconsapevole braccio.
non che sia una cosa particolarmente divertente eh, ma sono povero di argomenti, quindi questo passa il convento.

















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venerdì, dicembre 03, 2004

NOIOSO

una delle mie migliori qualità è l'innata capacità nel trovare sempre argomenti nuovi e freschi.
per esempio gli occhiali da sole che mi accompagnano da qualche giorno. ne avevo mai parlato? credo di no.
e insomma, tutti quelli che incontro mi fanno domande incuriosite interessanti che aprono la strada a discussioni stimolanti tipo "ah, perchè vai in giro conciato come un buffone?"
dopo qualche giorno di risposte pazienti a tutte queste domande di grande valore mi sono rotto i coglioni e ho cambiato strategia. ecco alcuni esempi di amabili conversazioni che mi sono trovato ad affrontare:

D: ciao, come mai con gli occhiali da sole di sera?
R: è il mio nuovo look. yo fratello, yo, hai una paglia?

D: ma quelli sono occhiali da vista?
R: no, è un portachiavi. non sapevo dove metterlo e siccome sul naso c'era spazio...

D: le lenti sono graduate?
R: beh, la destra è tenente colonnello, la sinistra è solo sergente

D: ma quelli sono occhiali da vista?
R: no, sono occhiali da olfatto, non ci vedo niente ma in compenso sento un sacco di odori

D: ma perchè ci mettono così tanto a farti gli occhiali nuovi?
R: hai mai notato che si chiamano lenti?

D: ahah ma ci vedi? quante sono queste?
R: quattro, contando anche le due che hai in testa

ci sono domande?










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