fare. o non fare. non c'è provare.
giovedì, febbraio 28, 2008
SONO UNO SBRUFFONE, MAMMAc'è stata questa cosa che io ho lavorato in un'aziendina in quella città brutta brutta per un po'aziendina è un termine impreciso, visto che trattasi di un'entità prestigiosa e cazzuta assai. un po' è un termine impreciso, visto che è stato quasi un anno. lavorato è un termine impreciso, visto che mi sono prodotto in sofferte prestazioni per poco più di alcuni sghèi. città è un termine impreciso, perchè quel posto era talmente una merda che sarzana al confronto sembrava manhattan. evabè va che io per questo periodo faccio tutte le robine a mestiere, e succede anche che alcuni sprovveduti cominciano erroneamente a credere che io sia una persona anche piacevole sotto alcuni misteriosi aspetti. va che quando scade quel mio contratto mi chiama il capo del personale di quell'entità e mi fa una buffa proposta. buffa perchè offrivano pochi sghèi, ma era un contratto a tempo indeterminato. cioè, dico, indeterminato, mica no. io che sono una persona accomodante rispondo a questo importante manager che insomma, facciamo finta di niente, che magari ti sei emozionato ed è uscita una cosa un po' goffa e domani mi richiami e mi dici qualcosa di più interessante, eh, e mi sento molto ma molto sgargiullo. e questo figuro che si abbiglia come un piduista noto ai più per sue enormi orecchie, il giorno seguente in effetti mi richiama e mi dice che vabbè, ti diamo più sghèi. io che, oltre che accomodante, sono anche un fine stratega, sento la necessità di dirgli che è un incapace, o forse è solo in malafede, non so bene perchè, e lui per qualche strano motivo la prende come una cosa offensiva. però il giorno dopo mi richiama, e mi dice sei sicuro? io gli dico senti, io domani vado a fare un colloquio dai tuoi concorrenti che neanche li ho chiamati io sono loro che mi vogliono, vedo se almeno loro sono persone serie e poi ti faccio sapere, buffo uomo dal vestiario discutibile. dice mi fai sapere domani? dico ti faccio sapere quando sarà, tra qualche giorno, o settimana, non so. naturalmente, penso, gli dirò qualcosa che non so ancora bene cosa, ma sarà sgradevole. così, tanto per. vado a fare questo colloquio con una supponenza e una spocchia che se ci ripenso dico ma insomma ma chi cazzo ti credi di essere sei pure pelato. succede che a questi signori ci dico che io non ci penso nemmeno a lasciare quella prestigiosa azienda che mi sta corteggiando. e loro prendono atto e dicono beh, pazienza. perchè io intimamente so che questa prestigiosa azienda con stabilimenti nella città più brutta del creato, pur di non privarsi del mio prezioso contributo, mi richiamerà disperata. come in un film americano, la prestigiosa entità in persona mi richiama e mi dice che è disperata e ha tanto bisogno che io vada lì a occupare quel posto, per favore. pure per favore, dice. pure co le negre. io che sono un raffinato stratega vado su e dico ma no, meglio di no, io a roma faccio un lavoro fichissimo e poi roma cioè ciài presente roma? ma l'hai vista la tua città quanto fa schifo, roma è la luce, maddai. quando per lavoro fichissimo, invero, intendo una visura catastale, forse, il mese prossimo. e per roma intendo il mio cesso. questo mi guarda come per dire senti ma che cazzo sei venuto a fare qui, me lo potevi dire per telefono se non ti interessava. ma pensa anche che non posso essere così stupido come sembro e mi dice se vuoi ti facciamo un contratto scamuffo che tu lavori quattro giorni a settimana, mica cinque, per gli stessi soldi. io che sono un raffinato stratega a quel punto tiro fuori la mia carta, e ci dico guarda che se vuoi io le mie prestazioni te le vendo, ma tu ora sei disperato e io no, per cui devi cacare moneta, bello. è il mercato, bambolo, è la vita, stacce. e lui mi dice ok, quanto vuoi? e io sparo un cifra. una cifra immorale. una cifra talmente immorale che lui mi dice caspita, ti farò sapere non so se dispongo di una tale cifra. talmente immorale che non mi ha richiamato neanche per dirmi che sono un cialtrone. e fu così che, non riesco ancora a spiegarmi come sia successo, mi trovai senza lavoro. CHIARIMENTI uso la parola sghèi in maniera esacerbante perchè mi hanno detto che se dico soldini sembro ghei. usa la parola esacerbante perchè mi piace usare parole altisonanti e scorrette lunedì, febbraio 11, 2008 FALLING DOWNsottotitolo: a me mi piace di guardare la gente, quando vado in giro, al punto che certe volte non mi viene nemmeno voglia di sparargli in faccia.l'altro giorno ero nel parcheggio di un supermercato un po' fighetto, era un parcheggio piccolo, tipo di quelli da sei macchine ed era tutto occupato, e io mi sono messo in mezzo al parcheggio col pandone ad aspettare che un cliente si levasse dai coglioni con la sua spesa. ed escono due signore un po' fighette, di quelle con quei setosi capelli biondi, vestite di vestiti costosissimi ma molto semplici e delicati ma con dettagli più appariscenti di, chessò, un elefante che vomita in una profumeria. presente? ce ne sono milioni di troie così a roma, e se ne vanno tutte in giro nella loro golf grigia o nel suv nero del loro concubino che tanto al lavoro ci va con lo scuterone. sono quelle che da giovani hanno la smart o la mini, poi. e infatti le due bagasce si piazzano davanti a una golf grigia e a un suv nero e si mettono a parlare delle loro cagate. io penso che sono a un metro e mezzo da loro e le sto guardando e non ci sarà bisogno di far loro notare che quando torneranno a inquinare la mia città coi loro prevedibili mezzi di trasporto io sarò lieto di parcheggiare il mio pandone al posto di una di loro due. invece c'era bisogno, perchè le due megere rimangono a parlare venti dico venti minuti davanti ai miei occhi sgomenti e alle mie orecchie curiose, delle loro cagate, ma cagate tali che non c'è neanche gusto a riportarle su un blog giallo per farsi due risate tra amici. venti minuti, e io non dicevo niente per vedere quanto sarebbero riuscite ad andare avanti nei loro discorsi assurdi e nella loro invidiabile capacità di ignorare un balordone a un metro e mezzo da loro che le guarda estasiato. io penso che se avessi tirato fuori dal bagagliaio del pandone un bazooka di quelle esilaranti dimensioni freudiane che ogni tanto si vedono nei film ameriCani (ameriCani, napoleCani, questa è ironia coi fiocchi) e le avessi trucidate lì per lì senza dire niente per poi parcheggiare il mio pandone sui loro corpi devastati, non solo sarebbe stato divertente, ma nessuno in fondo mi avrebbe potuto dire più di tanto, a parte qualche negoziante del centro. però secondo me è molto divertente guardarla questa gente, e sentire che dice. molto più che sparargli in faccia. poi c'era questo bar dove mi piace andare perchè si fanno sempre incontri interessanti, tipo gente che non si conosce che litiga per motivi extracalcistici, dove oggidì c'era una cerbiattina che chiedeva informazioni per andare dove ho lavorato io due anni fa e c'erano quattro omoni che facevano a gara a chi le diceva la strada migliore, che poi detto tra noi ce ne fosse stato uno che ha detto la strada giusta, e proprio si sovrapponevano anche fisicamente uno sull'altro mentre sovrapponevano le loro voci, che io ho pensato che probabilmente all'inizio, prima del mio arrivo, la cerbiattina aveva promesso una prestazione prestigiosa nel retrobottega a chi avesse mostrato più interesse per il suo squallido tragitto urbano, per suscitare tutto quell'entusiasmo, ma non credo. che poi, a parte che doveva andare in un posto che a roma ha indicazioni seconde solo a quelle dell'auditorium e bastava dire "vai sempre dritta e poi segui le indicazioni, ma perchè devi fare a spallate con i tuoi vicini per dare un'informazione falsa e approssimativa? anche questa scena secondo me era divertente ed era una di quelle cose per cui vale la pena uscire di casa. il fatto è che voglio tanto fumare, ma so che se fumo mi farà schifo, non se ne esce, cazzo. sabato, gennaio 26, 2008 KYRIE ELEISONio in questi giorni ho pensato fortissimo che stavo per morirenon è una cosa che mi capita spesso, eh, ma è capitata già due volte, in passato. una volta ho letto un libro di piero angela e dopo mi è venuta la convinzione che durante il sonno un'apnea notturna mi avrebbe ucciso. andare a dormire sapendo che appena ti addormenterai morirai può diventare una pratica scocciante. io non dormii per una settimana, poi, come sempre, la stanchezza vinse il terrore e riacquistai l'uso della ragione, e capii che in fondo non bisogna leggere i libri di piero angela. un'altra volta bevvi alcuni negroni a stomaco vuoto e, una volta tornato a casa, mi convinsi che quel naturale senso di pesantezza alla bocca dello stomaco non era altro che un tumore fulminante che mi stava dilaniando le interiora e mi avrebbe finito prima dell'alba. mi convinsi che sarei morto nottetempo, ed essendo abbastanza antipatico essere trovato morto in mutande, mi vestii carino così, nel caso, almeno avrei fatto una gran bella figura da cadavere. dico davvero. l'altro giorno, preparandomi una spremuta d'arancia (ho delle bizzarre abitudini io: fumo ma mi preparo le spremute d'arancia) mi sono tagliato. poi mi sono tagliato un'altra volta sminuzzando della mozzarella di bufala in scadenza. poi è successo che mi è venuta un po' di influenza, che in fondo può succedere d'inverno se dimentichi le finestre aperte andando a letto. invece ho cominciato a pensare di avere l'aids, chè le mie difese immunitarie erano così basse che mi tagliavo al minimo contatto con coltelli affilati che mi lasciavano questi segni sulla pelle come quelli di tomenx in filaderfia anche se lui ce l'aveva in faccia e non erano tagli, ma avevo pure la febbre, beh, non ci potevano essere più dubbi. a conferma di tutto ciò ho saputo, nel bel mezzo della mia agonia pre mortem, che un tale che ho conosciuto l'anno scorso, è morto dopo quattro giorni di influenza, e io ho pensato che ero già al secondo giorno e avevo ancora un sacco di raffaello e di mozzarella in frigo e delle frappe, allora ho invitato una squinzia a cena così tutta qellla roba non andava sprecata. che però non ha toccato le frappe, nè i raffaello. ecco, io volevo solo dire che erano bei tempi, quando l'influenza mi faceva scrivere altre cose giovedì, gennaio 10, 2008 BELIN, DOVREI SCRIVERE UN POST, ORAlieto di aver dato una pagina web in più da visitare all'individuo che cercava video porno concepimento bestiame, mi troverei ora costretto a mettere da parte la letizia e a scrivere qualcosa, visto che questo è pur sempre un blog, sebbene sia giallo.gli è che non vivo più nella città più brutta del creato, anche se il mio datore di lavoro ancora non lo sa e pensa che io sia solo in vacanza, ma sono di nuovo un gioioso cittadino della prestigiosa urbe, il che principalmente significa che ho di nuovo una connessione all'internèt che, per quanto ne so, serve ad avere un blogo per riempire i vuoti delle sessioni col mulo. ora, quindi, anderò tosto sul mulo a procurarmi la mia sospirata copia di calde natiche, poscia darò una spolverata al giallino e darò un po' di antiruggine alla tastiera. salutiamo martedì, gennaio 01, 2008 TOH, UN BLOGbonjour tristesselunedì, marzo 26, 2007 RM-ANavevo appena ripreso il pandone dal meccanico. si sentiva un nauseabondo odore di gasolio nell'abitacolo, non capivo perchè. il fatto che gli ultimi due pieni li ho consumati facendo un centinaio di chilometri in tutto lo attribuivo allo stile di guida da contrabbandiere di bari vecchiail meccanico mi aveva promesso di ridarmelo per l'ora di pranzo, che ci avevo detto che all'ora di cena dovevo essere ad ancona. ovviamente me l'ha ridato alle 19, e ovviamente, i 200 euro che avevo e che dovevano bastare per tutto il viaggio non sono bastati nemmeno l'onorario di quel frocio di merda del mio ex meccanico. però almeno ho il pandone tutto nuovo, penso. alle 19.10 chiamo la cugina e ci dico "tranquilla, baby, tardo un po' ma per le nove sono sotto casa tua, fatti bella e pensami". e quella ci crede. chiamo la mamma e ci dico che vado ad ancona, lei comincia ad ansiarsi che c'è la neve sul gran sasso e devo andare piano, ma proprio piano piano eh. ci dico di non rompere i coglioni con le sue paranoie, e che sul gran sasso non può nevicare, è fisicamente impossibile, quando mai è successa una cosa del genere, ma ti pare. e forse ci crede. dopo alcuni primi sono dietro la safety car, tutto acchitto nel mio pandone nuovo, pacchetto di camel morbide pieno, saila menta a portata di mano, caffè appena preso, cd delle ouvertures di rossini nel lettore, col guglielmo tell pronto a spaccare subito dopo il casello, che è lì a pochi chilometri, mentre io son in fila, fermo da dieci minuti. penso che ho il pandone nuovo nuovo, tutto l'occorrente per fare 300 km sotto il muro delle due ore, gonfio il petto e dico tra me e me "chi m'ammazza a me?" dopo alcuni secondi, una troia che evidentemente si sistema il rossetto anzichè guardare la colonna di auto ferme di fronte a lei, prova a contraddire la mia precedente affermazione e mi coinvolge in un tamponamento a catena. il mio pandone è rimasto nuovo per venti minuti. io sono rimasto in una piazzola di sosta per due ore con una troia, che si qualifica dicendo prima il cognome e poi il nome, e chiamo la cugina e ci dico che forse, ma non è detto, farò tardi. alle dieci e mezza io e gioacchino siamo ancora a tivoli, mi chiama la mamma e mi dice che al tg hanno detto che sul gran sasso c'è la neve. minimizzo e le dico rassicurante "ma sì, poi tanto ho le catene eh" mentendo spudoratamente. prima di entrare nel traforo del gran sasso sento alla radio che dopo il traforo c'è effettivamente la neve. sotto il traforo del gran sasso supero alcune auto che seguono pian piano alcuni automezzi spazzaneve, e astutamente penso "meno male che li ho superati adesso e non alla fine del traforo, sennò quelli si mettono a pulire la strada e intralciano il traffico". persino homer simpson si sarebbe accodato agli spazzaneve. finito il traforo, per qualche strano motivo, mi ritrovo in finlandia. ripenso a quegli automezzi che ho superato e dico "doh". metto nel lettore una notte sul monte calvo di mussorgsky, in repeat, tanto per fare colpo su quelli che nelle ore successive verranno a estrarre il mio cadavere dalle lamiere del pandone. invece stranamente arrivo ad ancona e, constatato che la cugina non mi ha aspettato per la cena manco per un cazzo, vado a casa e mangio un flauto del '96 mentre guardo la replica di argignano filottrano su tele marche. risultato finale: 1-2 lunedì, marzo 19, 2007 PROPILEI CINEMATRAME BREVI DI FILM CHE ANCORA NON AVETE VISTOambientato durante la storica battaglia di stalingrado, è la storia di un duello serrato tra due avventori di un supermercato - IL NEMICO HA LE SPORTE una ragazza di 16 anni, delusa dal suo fidanzato, si chiude in se stessa e passa le sue giornate a vedere tutte la puntate di incantesimo - MELASSA P struggente ricordo di uno dei più grandi giornalisti sportivi del dopoguerra - AMERI PER SEMPRE inverosimile storia di due carabinieri che decidono di prendere provvedimenti disciplinari dei confronti del segnalatore acustico della loro auto - UNA SIRENA AMMANHETTAN drammatica storia di intolleranza razziale all'interno di una comunità di non udenti - IL COLORE DEI SORDI alcuni anziani signori, nonostante il passare del tempo, riescono ancora a far breccia nei cuori delle ragazze - BELLI E D'ANNATA in una prestigiosa università sperduta tra i monti avviene una serie di efferati omicidi apparentemente insolubili, ma l'assassino verrà tradito da un forte problema di desquamazione del suo cuoio capelluto - FIUMI DI FORFORA un talentuoso calciatore tedesco, dopo aver militato nei club più blasonati d'europa, cercherà nuovi stimoli trasferendosi in una squadra di roma - BALLACK COI LUPI una ex cantante, sposata con un famoso calciatore inglese, scopre di essere omosessuale e lo rivendica con forza - FIGA PER LA VITTORIA massimo boldi, christian del sica e alvaro vitali partecipano a una una pesante cena a base di fagioli e castagne - TRE SCORE TRAME BREVI DI FILM CHE NON AVRESTE DOVUTO VEDERE un uomo, dopo aver avuto due dozzine di relazioni amorose, decide con fermezza che è il momento di affrontare la prossima esperienza - LA 25° ORA la triste storia di un uomo cileno che, ridotto in estrema povertà, per una settimana riesce a nutrirsi solo con del peperoncino piccante - 7 CHILI IN 7 GIORNI la movimentata storia di un armatore che, dopo molte difficoltà, riesce a inaugurare una nave - L'AVARO un capolavoro di animazione in 3d, le esilaranti avventure di un paio di mutande - THE BOXER la misteriosa storia di una cupola scomparsa nel cuore degli stati uniti - C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA singolare avventura di uno sportivo che partecipa al tour de france con un mezzo esageratamente fuori misura - IL CICLONE la storia di un gruppo di ragazzi che sottovalutano il livello culturale delle loro amiche - LE FATE IGNORANTI la storia ambientata in un lontano futuro di un giudice jamaicano malvisto a causa della sua pettinatura - JUDGE DREDD la drammarica vicenda di un uomo che riceve lo stesso regalo di natale da anni - ANCORA 48ORE il poeta pablo neruda si rifugia in una minuscola isola del sud italia - IL POSTINO documentario che svela tutti i segreti sull'azienda statunitense che ha conquistato il mercato delle patatine fritte seguendo il modello di una storica azienda italiana - AMERICAN PIE venerdì, marzo 16, 2007 SOGNI CHE SI AVVERANOstasera sono entrato in un locale trendy e ho ordinato un biancosartigiovedì, marzo 15, 2007 COSE DA RICCHIci sono alcune cose che sono cose da ricchi.se le fai, indipendentemente dal fatto che tu sia ricco o meno, hai fatto una cosa da ricchi. non è l'entità dell'esborso che determina una cosa da ricchi, è l'esborso non necessario - comprare una spider come seconda macchina è una cosa da ricchi. ma sboroni - offrire una cena a qualcuno senza nessun ritorno concreto è una cosa da ricchi. ma gentili. - comprare un vestito da 500 euro è una cosa da ricchi. ma rincoglioniti. - comprare un bell'oggetto che costa mezzo stipendio è una cosa da ricchi. ma con passione. - pagare 120 euro al mese per il riscaldamento della casa dove non vivi, perchè lavori a 600km di distanza, è una cosa da ricchi. ma un po' coglioni martedì, marzo 13, 2007 A NELLUZZA![]() ancora penso alla tua morbida sella di cui son stato l'unico padrone ti lascio lì, da sola, così bella e non riesco a trovar consolazione. la testa ha scelto, ma il cuore si ribella e il tuo ricordo è già la mia ossessione perchè non c'è ragione che cancella tre anni insieme vissuti con passione. mi mancherai, mia adorata hornella lunedì, marzo 12, 2007 ART.609 C.P.![]() quando meno te l'aspetti, arriva un giorno della tua vita in cui devi andare dal falegna per una buffa casualità, quello stesso giorno, una strappa non meglio indentificata condivide con te l'esigenza di fare dello shopping, e siccome la strappa in questione, come te, non ha un impiego stabile, riterrai opportuno impiegare il meriggio per svolgere in comunione le due attività, facendo attenzione a non sovrapporle. in un determinato momento del succitato meriggio, mentre la suddetta strappa è in un camerino a provare indumenti che ovviamente non comprerà mai, tu ti annoi e ti siedi con la postura di un ergastolano con problemi di digestione su una sedia proprio di fronte al camerino, che consiste nel sedere in maniera scomposta con le gambe ben divaricate, usando come punto di appoggio, a contatto con la seduta della sedia, una parte del corpo molto vicina alle scapole, e per ingannare il tempo rovisti tra le tue cose. tra le tue cose c'è una macchina fotografica digitale con le batterie cariche. trovi che sia divertente fare molte foto buffe alla strappa che si prova i vestiti, e per rendere il tutto ancora più esilarante, avverti la strappa che appena uscirà dal camerino la subisserai di scatti inopportuni e invadenti, sempre mantenendo la posizione dell'ergastolano con problemi di sovraccarico alimentare. può capitare, proprio nel momento in cui stai puntando il camerino occupato, che arrivi una tal biondina assolutamente ignara di tutto con dei vestiti da provare in mano, e che vedendoti nella posizione appena descritta ti guardi con preoccupazione e uno smisurato senso di angoscia. per tranquillizzarla che, no problema, stai solo cazzeggiando con una la tua amica strappy, ritieni opportuno limitarti a un'occhiata un po' fessa accompagnata ad un sorriso ebete ma inspiegabilmente il negozio protagonista della scena perderà una cliente biondina per sempre, che fuggendo terrorizzata lascerà i vestiti che aveva intenzione di provare disordinatamente nel negozio. chissà perchè. credo di aver finalmente capito perchè in alcuni negozi del centro è proibito scattare fotografie. giovedì, marzo 08, 2007 GENTE A CUI HO SPACCATO LA FACCIAnonostante il mio idolo sia un tale che spacca il naso a gente più o meno indifesa io ho spaccato la faccia a pochissima gente. tutta gente a cui voglio bene, tra l'altro. e viceversa, a parte quella volta che una guardia infame zozza mi ha massacrato di botte a una manifestazione per qualche motivo a me ignoto per un minutaggio talmente lungo che sarebbe condannato con sdegno anche negli incontri di boxe clandestina nei peggiori bassifondi di saigon.nel mio passato violento e vissuto per strada va ricordata quella volta che spaccai la faccia a mio papà alla tenera età di anni otto. eh sì, nemmeno ceausescu, di canio e la russa messi insieme potrebbero vantare un risultato simile, eppure io, che all'epoca ero un vero violento pieno di rabbia e veleno, l'ho fatto. e mio papà ancora ne porta i segni. si era in quel di brindisi, in attesa di un pidocchioso traghetto che ci avrebbe portato in un paese che fa rima con tua zia, dove la gente è rissosa, fuma e bestemmia, tende ad uccidere pontefici amici intimi di dittatori cileni, adora la figura di teomondo scrofalo, e dispone di cessi molto cheap ma poco user friendly. io come al mio solito volevo fare il fico e andare in giro da solo, perchè ero grande. come al solito mi ero perso dopo tre secondi, e come al solito mi stavo cagando sotto perchè non trovavo più il papà e la mamma, che ovviamente erano a dieci metri di distanza e mi guardavano e forse mi prendevano un po' per il culo, essendo io stupido più della media. e la media, leggendo i vostri commenti, devo dire che è bassa. e siccome ero stupido, a capire che invece no, non mi ero perso ma mi ero solo girato, ci ho messo moltissimo tempo, e ogni secondo che passava io mi cagavo sotto sempre di più. poi, per puro caso, mi giro e vedo la rassicurante figura di senior che mi guarda e ride, e conscio che quella visione mi eviterà la terribile morte di cui ero certissimo, corro verso di lui per festeggiare l'evento. corro con tutta la forza che ho e quando lo raggiungo spicco un salto per abbracciarlo in sospensione, solo che a causa della trance agonistica l'abbraccio produce un impatto tra la mia inutile scatola cranica e un paterno incisivo superiore. che ancora oggi giace sulla banchina del porto di brindisi. fu così che spaccai la faccia a mio padre. da allora la gente mi chiama rispettosamente mohammed ti spacco il culo bruce lee. mercoledì, marzo 07, 2007 IDOLInavarro è un po' il mio idolo. mi rendo conto ormai siamo arrivati al punto in cui tutti, tranne me, sono miei potenziali idoli. ma navarro è come me: ha la faccia da fesso, un nome da prete, è una riserva del cazzo, è un emotivo, è un vigliacco e fa cose stupide. beccherà una squalifica della madonna senza aver giocato un minuto, un genio. ha partecipato a una rissa come un chihuahua qualsiasi parteciperebbe a una rissa tra alani: ha fatto cinquanta metri per andare a dare un destro in faccia a un tale che era bloccato da tre persone ed era pure mezzo di spalle, poi nel tempo di un'idea è fuggito rincorso da mezza inter. se mi rincorresse cordoba ivan ramiro, con quella faccia, io scapperei anche per settimane. è anche vero che io scapperei pure se mi inseguisse ciccio cordova martedì, marzo 06, 2007 PRECETTI DEL CAZZOho letto, da qualche parte, che secondo i precetti della bibbia, se a un tale che non è sposato ci muore il fratello, questo tale deve subitamente sposarsi la sua ex cognata novella vedova, sennò gesù piange.ora 1. non ho mai letto la bibbia, nè altri testi che parlano di cose di chiesa 2. tendo a credere a qualsiasi cazzata mi venga detta però a me questa cosa mi pare un po' un precetto del cazzo venerdì, marzo 02, 2007 l'altra sera ero a cena con un po' di amiciuna ha lavorato a piacenza per un anno e mezzo, ora lavora a martignano una la settimana prossima torna a columbus ohio uno ha lavorato tre anni a milano, e ora sta più a milano che a roma uno è stato due anni a toronto, poi s'è fatto mezzo medio oriente, l'ultima volta che ha lavorato a roma ha lavorato per google una non c'era perchè lavora tra parma e madrid da, boh, quattro anni uno non c'era perchè lavora a torino una non c'era perchè lavora a milano io tra un mese vado a lavorare a la spezia praticamente a roma lavorano solo le mignotte |